Atri, torna il mercato incentro e la riapertura dei negozi

Si raccendono i motori, seppure lentamente, nella città Ducale.  Con l’ordinanza numero 106 del Presidente della Regione Marco Marsilio del 6 Dicembre scorso, molto criticata a Roma dai ministri Boccia e Speranza, che di fatto ha alleggerito le prescrizioni riportando il territorio regionale al colore arancione, ripartono alcune attività commerciali. Oltre a quelle con sede fissa, le cui limitazioni restano con la disciplina del Dpcm  varato dal Governo, il Sindaco Piergiorgio Ferretti ha riaperto, con decorrenza odierna, il mercato settimanale del lunedì nel centro storico di Atri  per tutte le categorie merceologiche sempre in ossequio alle limitazioni e prescrizioni della determinazione dirigenziale del mese di Novembre, ovvero con le distanze tra gli espositori del bazar settimanale, gli accorgimenti degli ambulanti e il divieto degli avventori di superare il limite contrassegnato da appositi strumenti in prossimità del venditore. Sempre nella giornata del lunedì torna il mercato di “Campagna Amica” della Coldiretti che si svolge con prodotti agricoli e del territorio, la cui postazione è in prossimità dell’ingresso della villa comunale. A far data da oggi, mercoledì, anche nella frazione di Casoli, nella centrale piazza Santa Maria, riparte il consueto appuntamento del mercato settimanale molto seguito dalla comunità della frazione. Sempre in tema di prodotti agricoli e fatti in casa, come da antica tradizione contadina, l’appuntamento è per dopodomani, venerdì 11 Dicembre nella suggestiva Piazza Duomo di Atri, sede del commercio al dettaglio di frutta e verdura, insieme a pasta e dolci di tradizione locale. Sulla ripartenza, i Vigili Urbani, diretti dal Comandante Magg. Alfonso Osmi, vigileranno, sia in centro storico , che nelle frazioni e nei siti di attività commerciali, allo scopo di garantire il divieto di assembramenti e il rispetto della distanza interpersonale di sicurezza, oltre all’uso, per tutti, commercianti e avventori, di indossare ideona mascherina. Si tratta di un test importante- commenta il Presidente della categoria, Pier Luigi Della Sciucca, -anche per l’economia locale e in generale, specie in questo periodo in cui nel passato gli affari avevano numeri molto diversi. Se pensiamo-aggiunge Della Sciucca- che la celebrazione del rito millenario della Notte dei Faugni rappresenta, insieme alle manifestazioni del periodo agostano, il 70% del fatturato per bar, ristoranti e indotto commerciale del territorio, va da sé che il danno patito dalla categoria per la mancata celebrazione dell’evento è indubbiamente alto. Auspichiamo che lentamente e responsabilmente-conclude il presidente-si possa tornare alla zona gialla in modo da ridare slancio anche all’economia dei bar e ristoranti la cui chiusura è in atto da tempo e le cui ricadute negative possono avere anche ripercussioni sul piano occupazionale.

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