L’arte apre il mondo ai ragazzi rinchiusi dal Covid. Il progetto di Roberta di Maurizio e Grazia De Luca

È di nuovo tutto chiuso, come a Marzo, nel pieno della pandemia. Siamo ancora animali in gabbia.” Con questo messaggio l’arista Roberta di Maurizio lancia un appello e allo stesso tempo un messaggio in rete che diventa uno spiraglio per tanti, anche per chi  non ha mai avuto a che fare con i colori, una tavolozza e l’emozione di un immagine.   In momenti come questi, spiega l’autrice di molte opere apprezzate in Abruzzo e oltre,  la fantasia e l’ingegno si acuiscono e vanno in supporto all’istinto di sopravvivenza.  Roberta Di  Maurizio, come tutti, deve chiudere il suo laboratorio di Casoli di Atri. Sui  suoi dipinti, i suoi colori, la sua scuola di pittura cala  il sipario, almeno quello fisico, ma non per questo si spegne il desiderio di continuare a trasmettere vibrazioni degne delle migliori performance.  I suoi piccoli allievi restano a casa, ma lei non si arrende, non li lascia soli, e continua con  tutta la sua grinta e tutto il suo amore verso i ragazzi e le ragazze con lo strumento che va per la maggiore in questo momento, come a scuola:  online. Nasce così il progetto “Colour Terapy”  il cui obiettivo è quello di non soccombere alla presenza del virus.   L’artista presenta l’idea alla la psicologa Grazia De Luca e il progetto in pochissimo tempo diventa realtà.
L’attività didattica, principalmente rivolta  a bambini e ragazzi, ma non solo, si pone  il preciso scopo  di reagire e non capitolare . Colorare con i bambini, stimolarne la fantasia, offrire loro gli strumenti per guardare oltre i limiti imposti e sviluppare, proprio in età evolutiva, quell’attitudine alla lentezza, alla riflessione e all’introspezione necessari per creare consapevolezza e lungimiranza.
Oltre all’insegnamento in rete , con la vasta platea degli allievi a casa , il prodotto educativo e formativo  entra nelle corsie degli ospedali pediatrici. Sempre sotto l’attento coordinamento della psicologa Grazia De Luca,  Roberta diventa una sorta di ambasciatrice di  colori, allegria e distrazione laddove il buon umore può aiutare il duro lavoro dei medici e della medicina. Quando sarà finita questa brutta esperienza, conclude Roberta di Maurizio, ogni autore, piccolo o grande che sia, potrà raccontare la sua storia attraverso l’immagine, quella costruita nel tempo della chiusura e vedere in quelle pennellate la voglia di speranza, di amore e di vita.

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