Atri, il Comitato Difesa Ospedale chiede un consiglio comunale urgente sul San Liberatore

Richiesta urgente di una seduta del Consiglio Comunale. E’ quanto invoca a gran voce il Comitato Difesa Ospedale San Liberatore. In una nota l’associazione chiede   il “Consiglio Comunale”, per  una discussione su quanto è avvenuto al Presidio Ospedaliero di Atri, sulle scelte espletate, ed esplicitate dal Direttore Generale dell’ASL,  dr Maurizio Di Giosia e dal relativo Comitato di Crisi,  dall’Assemblea  del Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL teramana, ed anche alla luce, delle ultime prese di posizioni, sulle attività  che si possono fare  nel Presidio, dopo assicurazioni varie, che nulla sarebbe cambiato rispetto a 10 gg orsono, ed anche, dalle ultime notizie, che ci sarebbe stata una “dimissionata” dal suo incarico, come Direttore Sanitario dell’ASL teramana (volontaria e senza reddito), della dr Maria Mattucci per volontà del Direttore Generale Di Giosia. Per cosa, e perché, non lo sappiamo. Di sicuro c’entra Atri, il S. Liberatore.

 

Almeno, una riflessioni mi viene da fare,  scrive Mario Marchese. Allora, a Marzo, ci furono fior, fiori di politici, che promisero mare e monti, fecero dichiarazioni roboanti, come: “nessuno dimenticherà quello che hanno fatto i dipendenti del S. Liberatore, e la città di Atri”, per essersi proposti, o aver accettato, il “famoso  fulmine a ciel sereno”, a detta del Sindaco, che non ne sapeva nulla di quella decisione allora presa. Ma, ma, oggi, mi sembra, che si sia fatta, e presa la medesima decisione, tutta alla luce del sole, senza una minima reazione ed azione rivendicativa da parte del Presidio e delle forze politiche atriane, se non indicare solo Giulianova come compartecipe a questa scelta, (ma in seconda battuta), ed in modo non totale, ma parziale, a differenza di Atri, che il COVID 19, se lo sta beccando per tutto l’Ospedale, mettendolo a disposizione (giocoforza, non poteva essere altrimenti) per una seconda volta come Ospedale  tutto COVID 19, arricchendo di ruolo e di responsabilità non dovuta S. Omero, che invece  avrebbe dovuto,  per prima, ad essere coinvolta in una scelta ad essere “Ospedale  tutto Covid”, assieme ad un parziale coinvolgimento, eventualmente necessario, di Giulianova, con l’ALA EST, e possibilmente lasciando Atri, perché ha già dato, e darebbe ancora, ma solo in parte, come detto ed impegnato, e per tutte le attività non possibili a Giulianova e S. Omero, lo avrebbero fatto, sia Teramo che Atri, essendo  gli Ospedali maggiormente operativi e produttivi dell’ASL, statistiche alla mano.

 

Ma così non è stato, Atri di nuovo, ed lo è completamente,  nel mentre, si dice, Giulianova,  in parte, e S. Omero per nulla (li ci sono difese politiche  regionali e locali, promiscue-trasversali, ed hanno il loro effetto e tutela, cosi come lo ebbe durante l’era di D’Alfonso Presidente della Regione, per l’Ostetricia e Punto Nascita. Ricordate?).

 

Quindi, a parte le promesse non mantenute dai Partiti e uomini Consiglieri Regionali che Governano la Regione Abruzzo oggi verso Atri. Ma vi sembra mai possibile, che qui si accetta di tutto e nulla si fiata? Si contesta? Nemmeno chiedendo contropartite per affrontare questa pandemia, come attrezzature e personale? Si parlava di una TAC mobile, ma non esiste, allora ci sarà la possibilità di una Fissa, la 2°, direi, e ben meritata, NULLA  di Nulla.

Oppure, di una RNM (Risonanza Magnetica Nucleare) attesa da 20 anni, che altri hanno, tutti, alcuni anche due, ma Atri, la Radiologia di Atri “NO”!!.

Chissà perché, caro Signor Sindaco e partiti vari, di maggioranza e di opposizione, ve lo siete mai chiesti il perché? Io si…e più volte anche…

Non sarebbe il caso di verificare di questi perché? Oppure non ci sono ragioni, si vuole così e basta!!

Ecco perché di un “Consiglio Comunale ad OC”, nel quale parlare, discutere di tutto questo, anche di fare proposte in prospettiva,  come le attrezzature mancanti (nuova TAC fissa, una RNM, il Punto Nascita, il Personale adeguato al  tutto Covid), etc. etc.

Altro che Commissione Sanità con esperti, sic!!  (chiacchiere morte….)

Ma di cosa stiamo parlando, lo vediamo a quali risultati siamo arrivati, purtroppo per gli atriani, per  i dipendenti  del Presidio, e per i cittadini del territorio, con gli esperti, ed i politici “capaci” che la compongono e che hanno deciso o meno, di assecondare a queste scelte, senza proporre alternative, come  “S. Omero tutto Covid”,  e “l’Ala Est  Covid, di Giulianova”, lasciando, per il momento, il S. Liberatore libero questa volta,  e di poter far fronte, invece, a tutte le necessità che gli altri non avrebbero potuto soddisfare stante il regime di Covid, parziale o tutto Covid.

Ma nulla di tutto questo è emerso, si è lasciato a questa funzione S. Omero che dista da Atri ed il suo territorio 1 ora e mezza, se va bene..ed  in inverno? Per le urgenze…dove si va? Come si provvede? Si va a Napoli??

 

Consiglio Comunale, al quale dovreste invitare il “Direttore Generale dell’ASL dr Maurizio Di Giosia, la Direttrice Sanitaria, e l’Assessore alla Sanità N. Verì”, oltre che i tanti  Consiglieri Regionali, che in questi mesi, si sono affaccendati a dire loro, ma non  a portare un bel nulla ad Atri, ed all’Ospedale di Atri. A questo servono le ISTITUZIONI, ad impegnare lor signori a mantenere la parola data, se hanno il coraggio di  mantenerla dopo averla data, diversamente…….sono dei…….  Compreso Signor Sindaco?

 

PS- Sulle ultime notizie, sulla “dimissionata dr Maria Mattucci da Direttore Sanitario”, sicuramente lo è stata perché non era d’accordo su quanto è stato fatto ancora contro Atri, diversamente nulla sarebbe avvenuto, non pare anche a voi, Consiglieri Comunali, Assessori, Signor Sindaco? Partiti di Atri? E su questo, Egregio Signor Sindaco cosa dice? Cosa ha da affermare? Non è cosa di poco conto, anzi…..da la dimostrazione di quale scontro c’è stato nella gestione di tutto questo problema, ieri, ed oggi di emergenza, ma nel frattempo, cosa si è fatto? Cosa ha fatto Lei Signor Sindaco? Quale  componente il Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo? Ovvero del “Comitato di crisi ?”.

 

E con tutta la sua benedetta  ed evidente assenza di ruolo in tutta questa faccenda. Speriamo bene, per Atri, e per l’Ospedale S. Liberatore.

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