Reparto Covid del San Liberatore: Sindacati preoccupati per gli spazi e le misure di sicurezza

Si dicono preoccupati i lavoratori del settore sanitario aderenti alla Federazione lavoratori Funzione Pubblica (FP CGIL ) di Teramo in  relazione alla allocazione del reparto Covid presso l’ala est del San Liberatore.  In una nota diffusa in data odierna, a firma del segretario Pancrazio Cordone, inviata anche alla Procura della Repubblica di Teramo, oltre che al Prefetto e alle autorità di vigilanza nel settore ospedaliero, chiedono che “ si verifichi se gli spazi dell’Ospedale San Liberatore di Atri (ala Est), individuati dall’Unità di Crisi della ASL di Teramo, che già hanno iniziato ad ospitare pazienti Covid, siano strutturalmente e tecnologicamente adeguati a tale finalità garantendo la salute di tutti gli operatori che, in un momento storico così critico e delicato, si adoperano ogni giorno per la garanzia del diritto costituzionale alla salute, vista la mancata realizzazione dei necessari lavori di adeguamento come richiesti dalla scrivente il 20 maggio 2020”  Si chiede di verificare altresì – prosegue la nota del sindacato-se la riduzione dei servizi della UOC Medicina, della UOS Lungodegenza, della UOSD Cardiologia di Atri, consenta di rispettare i Livelli Essenziali di Assistenza che la ASL di Teramo deve garantire.  Vi chiediamo, conclude  Pancrazio Cordone,  di procedere agli accertamenti delle problematiche suesposte

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