Ospedale periferico Covid, la Asl di Teramo decide per Pescara in caso di esuberi

C’era apprensione a Giulianova e Atri quando alle 18.00 in punto si è riunito il Comitato di Crisi della Asl di Teramo per decidere quale ospedale periferico dovesse riconvertirsi a struttura Covid 19. Una lunga riunione che ha lasciato con il fiato sospeso i due sindaci delle rispettive città, Iwan Costantini e Piergiorgio Ferretti, i quali già avevano annunciato una vera e propria battaglia nel caso si fosse deciso per uno dei due nosocomi. Alle 19.00 circa invece arriva la sorpresa: nessuna conversione per Atri e Giulianova. In caso di esubero dei malati Covid al Mazzini di Teramo, entrerebbe in gioco la struttura dedicata all’uopo, recentemente ristrutturata e totalmente dedicata alla pandemia: quella di Pescara, dotata di ben 235 posti letto e provvista dei reparti di infettivologia e pneumatologia, quest’ultimi assenti sia al San Liberatore che al Maria Santissima dello Splendore della struttura giuliese. Entrambi i primi cittadini si sono detti soddisfatti della decisione presa dal Comitato di Crisi.  Pericolo scampato  per il momento, almeno così riferiscono le fonti ufficiali, dopo una lunga riunione che non è stata priva di tensioni.

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