ASP2, la replica dei sindacati UGL e Fiasl alle affermazioni del Presidente Luca di Pietrantonio

“Un Presidente tanto loquace sui giornali, senza disdegnare imprecisioni e inesattezze, quanto restio a incontrare e confrontarsi con le forze sindacali su cui poggia lo spirito della democrazia e il rispetto delle norme che regolamentano il lavoro. È il Presidente della Asp 2 della provincia di Teramo che, a un mese e mezzo di distanza dall’ultima uscita, si è lanciato in una nuova serie di affermazioni gravi, alle quali daremo il giusto riscontro, e che ci impongono un nuovo intervento. Partendo dalla prima osservazione: il Presidente continua evidentemente a confondere il proprio ruolo, che non è frutto di un concorso né di un’espressione popolare derivante da un’elezione, ma è frutto di una nomina politica, legittima, ma pur sempre nomina politica resta, da quello dei dipendenti pubblici, assunti dopo aver superato un legittimo e regolare concorso pubblico. Lo invitiamo dunque a rettificare subito il proprio tiro, quando accusa un pubblico dipendente di essere ‘politicizzato’, evidentemente un’accusa derivante dal caldo ferragostano che mal si concilia con la lucidità richiesta a chi deve amministrare un Ente come una Asp, un’azienda di servizi alla persona”. La precisazione arriva da Armando Foschi, Segretario Ugl, e Gabriele Pasqualone, Segretario regionale della Fials, che sono stati investiti della problematica dalle rappresentanze sindacali unitarie in seno alla Asp 2 rispondendo alle nuove affermazioni del Presidente della Asp 2 sul giornale ‘La Voce del Cerrano’.

“Dallo scorso aprile, dunque da quattro mesi, ancora attendiamo una formale convocazione dal neo-presidente nominato alla guida della Asp 2 della provincia di Teramo, e invece di un confronto democratico, ci tocca leggere le sue esternazioni balneari sui giornali – hanno sottolineato i Segretari Ugl e Fials Foschi e Pasqualone – e allora andiamo con ordine. Sulla querelle in atto con i sindacati, come la definisce il Presidente Di Pietrantonio, in realtà ha fornito una propria personale ricostruzione al Prefetto, che ancora attende di conoscere le risposte alle domande che i sindacati gli hanno posto nelle proprie missive e che riguardano i provvedimenti assunti all’interno della Asp 2 dal giorno della propria nomina, e non elezione: nella prima avevamo chiesto al Presidente di indicare quale sia la norma secondo la quale ‘il dirigente-Direttore generale della Asp 2 della provincia di Teramo resta in carica sino alla nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione’ e di indicare anche i termini e le competenze per la sua nomina. Ovvero a oggi continua a operare nella Asp 2 un Direttore, peraltro lo stesso operante a Pescara, in forza di una ordinanza presidenziale, peccato che non siamo riusciti a trovare un solo riferimento normativo che autorizzi un simile atto. Per inciso va anche detto che sulla questione le nostre Organizzazioni sindacali hanno anche presentato una regolare richiesta di accesso agli atti che è stata rigettata, a sottolineare evidentemente il timore di dare trasparenza a quegli atti su cui comunque andremo a fondo. Poi abbiamo chiesto conto della sua ordinanza censoria del 5 giugno scorso con la quale ha sottoposto qualunque atto dei dirigenti-dipendenti della Asp 2 (assunti dopo aver superato un concorso pubblico, dunque dipendenti a tempo indeterminato, non di nomina politica), dirigenti dotati per legge di autonomia operativa, all’autorizzazione di un Direttore nominato con un’ordinanza presidenziale al di fuori della norma. In sostanza i dirigenti dovrebbero chiedere al Direttore anche l’autorizzazione per respirare. Purtroppo sui due temi di tale rilevanza, il Presidente continua a nicchiare sperando, forse, che un soffio di vento spazzi via le bucce di banana che stanno invece pesantemente caratterizzando i primi quattro mesi della sua Presidenza, e non è certo un buon o bell’inizio. Ancor più gravi le sue parole, anche questa volta, quando afferma che la situazione riguarda un unico impiegato mosso da motivi personali ed evidentemente ‘politicizzato’: innanzitutto si riscontra una grave lacuna normativo-sindacale, visto che il Presidente confonde il piano politico con quello amministrativo, e imputa a un dipendente un ruolo inesistente, che rientra invece nelle tipicità di chi riceve una nomina politica. Infondate le presunte ‘ragioni personali’ che evidentemente il Presidente e avvocato Di Pietrantonio sarà chiamato a chiarire in altre sedi. Infine, ricordiamo al Presidente che tutti gli atti inerenti le ultime elezioni del Cda della Asp 2 della provincia di Teramo sono già dallo scorso aprile, come da Regolamento e Statuto, nelle mani dell’Organismo regionale di vigilanza sulle Asp, e dello stesso assessore delegato Fioretti, ma non perché gliele deve ancora inviare lui, il Presidente, bensì perché sono state debitamente inviate ai suddetti destinatari dallo scorso aprile subito dopo le elezioni. Infine – hanno aggiunto i Segretari Ugl e Fials Foschi e Pasqualone – continuiamo a considerare gravi e preoccupanti le accuse di mistificazione, di delegittimazione, rivolte all’attività svolta dai sindacati, con cui, addirittura, il Presidente Di Pietrantonio ritiene di non ‘poter perdere tempo’. Grave che tali affermazioni arrivino da un rappresentante Istituzionale, nominato dalla Regione Abruzzo, che evidentemente con un colpo di spugna, in forza di una nomina politica ricevuta, ritiene di poter cancellare un secolo di lotta sindacale. Ma questo, ovviamente, non gli è permesso”.

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