Atri, Sinistra Indipendente scrive al Sindaco per il contenzioso tra Comune e proprietari del Giardino Sorricchio

In una lettera  aperta al Sindaco, Mario Marchese di  Sinistra Indipendente, pone alcune domande sulla vicenda del contenzioso tra l’amministrazione comunale e la famiglia Arlini/Sorricchio sul giardino omonimo. L’ex sindaco scrive : Leggo, con sorpresa, l’atto di Giunta Municipale GM, n° 64 del 20-5-2020, nel quale si aperto un contenzioso con la proprietà Arlini,  proprietario di parte del cosiddetto: “Giardino Sorricchio c/o il Palazzo Ducale”, allora concesso a far data  6-Ottobre-2004, in “comodato d’uso gratuito” al Comune di Atri, assieme all’altra proprietà del giardino, nei Signori Guido e Francesco Sorricchio di Valforte, anch’essi dati al Comune di Atri in comodato d’uso gratuito per anni (?) E, non so a che punto si trovi la situazione oggi anche con questa proprietà, visto il contenzioso con la Fam. Arlini, credo che tutto sia finito a “scatafascio”. E quindi non sapendo questo, o rilevando questo dalla delibera in oggetto, mi va di  esprimere un giudizio  sulla concessione fatta dalla fam. Arlini, cioè per soli anni 5, dal 2004 al 2009. E poi? Se lo riprendeva? E, dell’altra proprietà? Cosa ne è avvenuto?

Insomma è chiaro il caos in merito, o meglio, il disinteresse per arrivare ad una soluzione condivisa per l’utilizzo di detto Giardino. Ecco, non si capisce il perché dei soli 5 anni, ed a quali condizioni, oltre il comodato d’uso gratuito , esso è stato concesso allora, nel 2004, stante poi,  la formulazione di una denuncia da parte della stessa proprietà verso il Comune di Atri. E cosa se ne doveva fare in soli 5 anni il Comune? Pulirlo, oppure abbellirlo, pulirlo, renderlo vivibile e visibile? Quindi essere luogo di investimenti? Ed allora l’uso non poteva essere solo di 5 anni, ma molti, molti di più, almeno 30 anni, al fine di farvi investimenti per la sua utilizzazione in termini degni, stante la realtà in cui versa la struttura, che è veramente penosa: MAI STATA COSI NELLA SUA LUNGA STORIA (come del resto lo sono i Giardini Comunali, la Villa Comunale di Atri)..

Si è capito che avete litigato, ed ognuno si “riprende il pallone”, per non far giocare l’altro. Solo che, “l’altro” è la città di Atri, il Comune di Atri, e quindi appare sconveniente quanto avvenuto, il come è avvenuto, e cosa attualmente sta avvenendo, e cosa è la realtà attuale, ripeto, con l’altra proprietà, se è rimasto in “proprietà ed uso gratuito del Comune”, oppure, ed invece è ritornata alla proprietà medesima?  E, se così fosse, allora, le due proprietà dovrebbero rendere adeguate la loro manutenzione, secondo le norme per giardini urbani, di interesse comune, e non assistere ad uno scandalo che così non si può più  verificare, assistere, così come si trova attualmente tale giardino.

E così sfuma il suo utilizzo nei modi e nei tempi allora auspicati come “Giardino d’Inverno” e collocarvi li dentro, le statue che si trovano presso Viale Vomano-Domenico Martella, per una loro giusta tutela e fruizione. Insomma, cosa è avvenuto? Non c’è più un progetto per quell’area? Ebbi ad iniziare, nel 2000, nel corso di fine mandato, questo percorso con la famiglia Sorricchio, ma poi, non essendo stato rieletto, la palla passò al Basilico 2° e 3°, e poi ancora ad Astolfi 1°e 2°, parliamo di  quasi 20 anni, quindi a tempo per rendere utile e progettuale quella realtà. Invece, siamo a fatti legali, davanti a contenziosi, ed il problema è sempre li, come prima, anzi peggio di prima. Che tristezza assistere a questo. Ecco, forse ora capisco il perché non si è andati avanti nel progetto di utilizzazione della “Biblioteca  ed Archivio Sorricchio”, forse anche questo legato all’utilizzo del giardino, allora, si annunciò, con la presenza del fu Presidente della Fondazione Tercas, dr Prof. Mario Nuzzo, in cattedrale, alla sua inaugurazione dopo il restauro dal terremoto dell’Aquila, con una pavimentazione riscaldata e nuova della stessa, quella promessa fu espressa dallo stesso Sindaco Astolfi 2°.

Progetto che ne garantiva la utilizzazione e fruizione, con un idoneo finanziamento, e che da tre-quattro anni a questa a parte, non se ne è parlato più, nonostante mie sollecitazioni e richieste di notizie. “Silenzio di tomba !! Come sempre avete fatto a queste sollecitazioni da parte di questo Circolo. Stesso vizio di Astolfi, ha  preso lei, Prof. Ferretti, ai cittadini non risponde, né  per fatti personali, e né per aspetti  pubblici, di interesse pubblico. Un esempio di differenza l’avreste potuto esprimere? Invece: cacat e spiccict…. Io rispondevo, da Sindaco, a tutte le richieste che ogni cittadino mi esprimeva, anche le più disarmanti, o ingiuste. Ma voi siete un’altra cosa, siete super, siete al di sopra, ed il cittadino poco vi interessa, anche se  esprime esigenze ed interesse pubblico la loro richiesta. Bontà vostra, al sottoscritto, allora, mi avrebbero linciato, invece, a voi, da 13 anni a questa parte, tutto bene, su e come fate. Bene per voi.  Ma le domande rimangono ovviamente e cioè, caro Signor Sindaco, caro Assessore alla cultura,  cioè:

1-Come sta la questione del Comodato d’uso gratuito con la proprietà Sorricchio?

2-Come sta la questione del progetto ed uso della Biblioteca  ed Archivio Sorricchio Valforte,  allora  di interesse

   della Fondazione Tercas con apposito finanziamento? Ci sono stati finanziamenti vincolati? O lo avete perso 

   questi finanziamenti?

Così come stavate perdendo quelli concessi per il Museo Archeologico (II° trance), sempre  dalla Fondazione Tercas di Teramo, e che grazie ad un mio intervento (documentato) poi avete recuperato? Ed utilizzato, o fatto utilizzare, per il Museo sempre Archeologico-De Albentiis-Tascini, non so se per ulteriori progetti di allestimento, che seguì poi quello della “Eredità Rosati”, anch’esso recuperato all’Amministrazione  Provinciale di Teramo, grazie al sottoscritto allora Sindaco, un 1° finanziamento per il Museo, sempre della Fondazione, al fine di renderlo fruibile ai cittadini altrimenti il Presidente Ruffini non avrebbe acconsentito alla mia richiesta di rientrarne in possesso. (Fu un condizione essenziale per  riavere  l’eredità Rosati da Teramo ad Atri?).

Ecco, così, tanto per  ricordarvi qualcosa è che dico queste cose, ma, a che punto sta tutto questo nelle due domande? Grazie per la sensibilità e gentilezza d’animo e sensibilità culturale da voi dimostrata ad un umile cittadino.

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