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Atri, fallisce la proposta di Italia Nostra sulla raccolta di fondi per allontanare dalle buche della Cattedrale i piccioni

“La nostra idea di “sloggiare” dalle buche pontaie della facciata principale della
Cattedrale piccioni e cornacchie non ha riscosso il consenso della maggioranza dei Cittadini. E’ quanto scrive Italia Nostra di Atri, che continua: infatti, solo trenta persone, oltre al personale della sede Tercas di Atri, hanno risposto alla nostra iniziativa di raccolta fondi, raggiungendo così la somma di euro 770, alla quale va ad aggiungersi il finanziamento di euro 1.000 deliberato dalla Fondazione Tercas di Teramo, riscuotibile al compimento dell’opera.
Queste somme, alle quali la nostra Sezione avrebbe aggiunto il suo modesto contributo,
non sarebbero state comunque sufficienti a dotare di dissuasori tutte le buche della facciata. Infatti, il giorno 22 di questo mese, un funzionario della Soprintendenza di Chieti ha effettuato, su nostra richiesta, un sopralluogo al fine di individuare il modello di dissuasore da applicare in ogni buca, scartando quello proposto dalla nostra Sezione. In tale occasione, il medesimo funzionario ci ha indicato un costo presunto di tutta l’operazione non inferiore a euro 30.000. Alla luce di quanto sopra, siamo quindi costretti a rinunciare a questa nostra idea per assoluta mancanza di adeguate risorse.
La facciata della Cattedrale continuerà purtroppo ad essere vituperata e lordata, come
dimostrano le fotografie scattate il 23 di questo mese.
Ad ogni buon conto vogliamo pubblicamente ringraziare di cuore tutti coloro che hanno
voluto dare il loro contributo, che ovviamente ci impegniamo a restituire dietro richiesta verbale. Qualora taluni dovessero rinunciare alla restituzione, si fa presente che la somma residua verrà impiegata per la messa a dimora di specifiche piante in occasione della prossima Festa dell’Albero: a testimonianza della donazione effettuata, verrà apposta una targa recante la dicitura: “dalla donazione PRO CATTEDRALE”.
La Cattedrale, monumento nazionale di cui tutti gli Atriani, di ogni colore politico e fede,
si dicono orgogliosi, deve essere tutelata nella sua integrità e, quindi, partecipando anche alle spese necessarie per la sua manutenzione. D’altronde anche in passato, per il restauro delle campane, la popolazione è intervenuta contribuendo in modo notevole alle spese.

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