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Asp2 Teramo, i sindacati replicano al Presidente Luca Di Pietrantonio: abbiamo chiesto più volte un incontro sempre negatoci”

“Giudichiamo estremamente gravi, denigratori e soprattutto lesivi della dignità di un dipendente della Asp 2 della provincia di Teramo le affermazioni rilasciate dal neo-Presidente avvocato Luca Di Pietrantonio. E suscita ancor più esilarante il suo commento circa l’interessamento delle Organizzazioni sindacali alle sorti della Asp 2, sindacati ai quali da ormai tre mesi continua a rifiutare un incontro istituzionale a fronte di ben due richieste, la prima datata aprile 2020, la seconda giugno 2020, mentre ancora si attende una risposta all’accesso agli atti formale già inoltrato presso l’Ente. Prendiamo atto delle sue parole, che verranno ponderate e portate dinanzi agli Organismi istituzionali competenti e sovraordinati”. Lo hanno annunciato Armando Foschi, Segretario Ugl, e Gabriele Pasqualone, Segretario regionale della Fials, che sono stati investiti della problematica dalle rappresentanze sindacali unitarie in seno alla Asp 2 rispondendo alle affermazioni del Presidente della Asp 2 sul giornale ‘La Voce del Cerrano’.

“Le auto-dichiarazioni del Presidente sollevano temi che avremmo voluto affrontare nel confronto sindacale richiesto, ma evidentemente, avendo il Presidente scelto la ‘pubblica piazza’, glieli anticipiamo – hanno sottolineato i Segretari Ugl e Fials Foschi e Pasqualone -. Innanzitutto chiediamo al Presidente di indicare quale sia la norma secondo la quale ‘il dirigente-Direttore generale della Asp 2 della provincia di Teramo resta in carica sino alla nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione’ e di indicare anche i termini e le competenze per la sua nomina, siamo certi che da avvocato non avrà alcuna difficoltà nel fornire una risposta tempestiva. In secondo luogo: non afferma il vero il Presidente quando imputa l’intervento dei sindacati nei suoi confronti per due ordinanze inerenti ‘il trasferimento di una impiegata e per la proroga del Direttore generale’. Al Presidente Di Pietrantonio ricordiamo che è stata giudicata censoria l’ordinanza del 5 giugno scorso con la quale ha disposto che i Dirigenti responsabili di area, dotati per legge di autonomia gestionale e decisoria con le relative responsabilità connesse, non possono più redigere alcuna determinazione se prima non è stata ‘concordata con il Direttore che a sua volta ne curerà la comunicazione al Presidente’; nessuna determina può essere adottata né pubblicata se prima non viene vistata dal Direttore; ogni comunicazione esterna deve essere approvata dal Presidente previa comunicazione al Direttore che deve mettere il proprio visto; cosa ancora più grave, a detta dell’ordinanza firmata dal Presidente, ‘l’utilizzo della mail pec può essere effettuato solo previa autorizzazione del Direttore che curerà di informare preventivamente il Presidente’. Non solo: da questo momento i dirigenti responsabili di Area non possono neanche più controllare le comunicazioni Pec in entrata che ‘saranno gestite dal Direttore’. E ancora sarà il Direttore ad autorizzare, da questo momento, l’utilizzo persino della sala riunioni o delle altre aree comuni degli Uffici della Asp 2, e non per ragioni di contenimento del Covid-19, mai citato, ma solo per poter ‘controllare’ qualunque movimento del personale all’interno degli uffici, personale quindi confinato nelle proprie stanze. Pare strano che il Presidente non abbia avocato al Direttore o ‘Podestà’ anche il potere di autorizzare il personale a usare o meno i servizi igienici. Ma di tutto questo, ahimè, il Presidente si è ben visto dal parlare nel suo lungo monologo. Cogliamo l’occasione per invitare il Presidente Di Pietrantonio, che per professione dovrebbe ben conoscere il diritto sindacale, a non continuare a ignorare l’attività delle Organizzazioni sindacali e le loro richieste di incontro, nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi solitamente non ha mai portato buoni frutti. Ribadendo per la terza volta la richiesta di incontro, urgente e improcrastinabile, a tutela della dignità e della professionalità dei dipendenti della Asp 2 della provincia di Teramo, cogliamo l’occasione anche per diffidare il Presidente dal protrarre la sua condotta antisindacale, e chiediamo formalmente la revoca in autotutela dell’ordinanza-censura numero 7 del giugno 2020, in attesa di ulteriori decisioni di merito su una vicenda kafkiana”.

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