Lettera aperta del Comitato difesa Ospedale al Sindaco di Atri. ” Nel riordino della rete il San Liberatore escluso”

Egregio Signor Sindaco, come già espresso ripetutamente in più sedi, occasioni, e direi sempre ufficialmente come COMITATO  alle parti interessate, la mia opinione, (anzi nostre), in primis a Lei Signor Sindaco di Atri, al Direttore Generale ASL di Teramo, (di ieri e di oggi), compreso la Direttrice Sanitaria dell’ASL, dr Maria Mattucci, oltre che ai vari Consiglieri Regionali che si sono cimentati durante il periodo Covid19, del nostro Ospedale, compreso l’Assessore alla Sanità Regionale dr Nicoletta VERI’, con ripetute lettere “APERTE”, oltre che ai vari Consiglieri Regionali che si sono espressi interessati al nostro Nosocomio. Il tutto in merito alle varie vicissitudini del S. Liberatore da Ospedale tutto Covid19, direi imposto, al suo parziale utilizzo con l’ala Nord a Covid19, alla riapertura e relativa sollecitazione per averla, alle “ILLUSIONI” create dalle varie sfilate davanti  al Presidio Ospedaliero, nel mentre altri  Ospedali si creavano le condizioni per avere e fare i fatti, postumi al Covid.

                            Mi riferisco al Mazzini di Teramo, al Giulianova e S. Omero.

 

Atri, in questo progetto di riordino ne è rimasta quasi del tutto fuori, in barba ad illusioni  fomentate ed espresse, con impegni: “a non dimenticare”………..

Atri è rimasto quasi  a “becco asciutto”, dando proprio l’impressione che “NON CONTA NULLA” nel panorama provinciale e particolarmente regionale, anche dopo 13 anni di centro destra in questa città (una generazione politica che avrebbe dovuto vedere radicali cambiamenti in città ed invece siamo  andati indietro, in tutti i settori).

 

Ed in merito all’Ospedale, nonostante la disponibilità dimostrata dagli atriani, dagli operatori, di fare “sacrifici”, rischi e disagi imposti ai cittadini di un territorio di 15 Comuni, dell’AREA VASTA, quasi 150-200 mila ab. Che orbitano da sempre, e che negli ultimi tempi si era riattivata una certa credibilità, stante alcuni servizi e professionalità recuperate con le “unghie e coi denti” all’ASL di Teramo, ed alla politiche suicide della Regione Abruzzo, direi contro le efficienze dimostrate dal S. Liberatore, nonostante le scelte volute da Del Turco, poi Chiodi e poi ancora da D’Alfonso.

Non vorremmo annoverare  Marsilio e la Verì in questo blocco, ma stante le prime avvisaglie, non è che siamo lontani da questo percorso e volontà strategiche. Nonostante che Atri, si è fermato per 5 mesi, con gravissimo nocumento, per quei cittadini, che avevano le loro programmate problematiche acute e croniche, siano chirurgiche che metaboliche, che internistiche, o di semplice routine, o strumentali da farsi controllare periodicamente, oggi sicuramente compromessi da questo “stacco” di certezze e tranquillità diagnostiche o cliniche.

Non voglio ritornare indietro, per carità di Dio, le responsabilità di tutto questo sono ben chiare ormai a tutti, ma oggi è altro da fare, c’è da “rialzare la testa”, e la cittadinanza deve essere coinvolta in questo ruolo ed azione, così come ho sempre sostenuto, con le loro Istituzioni, i Comuni, le relative amministrazioni e Sindaci dell’AREA VASTA, che già, nel vostro “PIANO DI SVILUPPO STRATEGICO, QUALCHE ANNO FA PREDISPOSTO, EBBERO A DEFINIRE  QUELLE LINEE DI SVILUPPO DEL TERRITORIO”, mettendo anche, e soprattutto al CENTRO di queste volontà  POLITICHE dei Comuni, il PRESIDIO OSPEDALIERO S. LIBERATORE DI ATRI.

Poi, lo avete sotterrato, e non saprei il perché, e chissà quanto sarà costato alla collettività atriana, e quindi riproporlo, riportarlo come l’ennesima mia proposta, di già più volte espresso alle ssll, è oggi più che mai possibile ed auspicabile.

Porre al centro di queste volontà politiche istituzionali, anche un “Ospedale di 1° Livello in Atri”, non è una proposta peregrina, anzi, è dovuta, bisogna sostenerla, giacché allora lo sosteneva “vergognosamente Arboretti per Giulianova, avendo, quello di Teramo di 2° Livello, a soli 2-3 minuti di distanza.” Lo ricordate questo? E, perché non ATRI oggi?

Direi, così come ha chiesto anche il PD, Circolo di Atri, ovviamente  interpretando  tutto il progetto insito nelle diverse sensibilità delle istituzioni atriane e dei Comuni dell’Area Vasta, che di certo non toccheranno interessi  delle realtà Ospedaliere di Pescara, o di Chieti, che ben altri problemi hanno da affrontare, sia con servizi normali da garantire, che  quelli altamente specialistici, oltre che  universitari.

Quindi, bisogna partire da questo progetto, proposto il 14-Maggio-2020, a cui il Sindaco e la maggioranza, hanno già risposto picche, per poi, ritornare sui loro passi, con la coda tra le gambe, convocando, strategicamente la “COMMISSIONE Consigliare Comunale”, la dove poter elaborare un progetto, direi credibile, già di partenza, per poi farlo affrontare e deliberare dai Comuni dell’AREA VASTA, 15 Comuni, direi sempre sostenuto dal sottoscritto in svariate occasioni, e tanto più oggi, a seguito del Covid19, ed con una visione diversa, speriamo, della “sanità pubblica” da parte dei potenti, o potentati politici che hanno aumentato le spese con i privati, e dequalificato i centri pubblici, che hanno ben dimostrato in questi 5 mesi, ed ancora dimostreranno nel prossimo futuro, la loro esigenza e necessità nel territorio, sempre che ci si investa in merito e nel merito. Diversamente saremmo nella tragedia più totale nel prossimo Autunno – Inverno.

Certo, il progetto del PD, va sostenuto, coinvolto, e reso,  reso anche il progetto del M5S, direi anche della intera opposizione, senza  riserve,  è da far valere in Commissione, e poi in Consiglio Comunale.

Quindi una proposta senza padre e padrini, ma di tutto il Consiglio Comunale di Atri, e delle forze istituzionali, se possibile anche della Lega di Atri (a cui deve essere proposta la sua adesione o assenso al documento, almeno in termini politici (è questo uno sforzo enorme, lo so, ma è da farsi, per il bene di Atri).

 

Anche se un Piano “B”, va sempre tenuto in parte, al fine di non rimanere con le “pive nel sacco”.

Per cui esprimo la mia opinione di dire: “SI” al Progetto di un Ospedale di 1° Livello per Atri, con le specialistiche intrinseche della proposta, ma non recedendo mai al di sotto del PIANO “B”, di avere almeno:

 

1-Rideterminazione UUOO Complessa di Ostetricia e Ginecologia con Punto Nascite;

2-Rideterminazione UTIC togliendolo a Giulianova, alla quale può rimanere la Cardiologia;

3-Rideterminazione competenze dell’UUOO Dipartimentale della Oculistica e della Urologia;

4-Rideterminazione della UO Dipartimentale di Gastroenterologia;

5-Determinazione di una struttura polispecialistica Chirurgica  Complessa che vada a

    comprendere: Oculistica, Otorino, Maxillo Facciale;

6-Acquisto di una Risonanza Magnetica Nucleare (Urgente per la Radiologia).

 

Ecco, secondo me, il percorso è da tenere conto, presente, e far uscire dalle loro responsabilità locali, e provinciali e regionali, la LEGA, che non sembra assumersi le giuste e dovute responsabilità che ha nel territorio, con i Consiglieri Regionali che ha in Provincia di Teramo, e nella figura dell’Assessore alla Sanità , dr N. VERI’, oltre che, nel quadro di F.lli d’It, nel Presidente Marsilio. Realtà politiche locali, che non possono nascondersi dietro le loro fantomatiche ”non responsabilità personali”, ma a loro sono dovute quelle politiche di una Giunta Regionale, che è ben altra cosa rispetto al passato. Hanno la maggioranza nella maggioranza, e non è roba da poco. Hanno, e dovrebbere avere un grosso ruolo politico, di volontà, così come hanno voluto dimostrare in questi mesi, con dichiarazioni a tutti i livelli per il S. Liberatore, con Di Matteo e con Tony Di Gianvittorio, sulla stampa ed in modo diretto, davanti al Presidio Ospedaliero di Atri.

E, direi, in uno sforzo politico, già da voi accettato nel Consiglio Comunale u.s. in cui accettaste, come opposizione, le dichiarazioni di Di Matteo, nulla contestando al medesimo (tanto è che ne rimase piacevolmente sorpreso) nel quale approvaste la “RISOLUZIONE PROPOSTA DALLA MAGGIORANZA e FATTA  DA TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE -con qualche eccezione-” . (Nel merito, si è scontato anche una buona dose  di equivoci, che abbiamo verificato poi con le decisioni emerse in Giunta Regionale sulle varie “riconversioni” ospedaliere post-COVID 19).

E quindi, tutti assieme fare una PROPOSTA, non lasciandoci fregare da divisioni campanilistiche o partitiche, che faranno solo il gioco di chi e coloro che NON vogliono ritoccare NULLA nell’ASL teramana, nelle competenze del Mazzini, o di Giulianova, o di S. Omero, ovvero della realtà sempre presente di “Teramo centrica”, che non verrebbe intaccata, così come rimarrebbe non intaccata S. Omero, ma solo Giulianova, avendo Teramo a 3 minuti, con tutto quello che necessita a qualsiasi comunità, potrebbe cedere alcune  funzioni e servizi ad Atri che già le competeva, come l’UTIC, che  recupererebbe un servizio al territorio  espresso  per decenni, e con estrema soddisfazione da parte degli utenti dei Comuni dell’ AREA VASTA.

 

Ed allora ATRI dovrà ben sapersi giocare le carte di questo momento, altrimenti saremo schiacciati da questi concomitanti interessi territoriali (degli altri), ma che se lo diciamo noi di Atri, diventano, come sono stati definiti sempre “campanilistici”. Già! L’Asse politico-sindacale Teramo Giulianova, lavora sempre in questo e su questo percorso, ma non ha la oggettività e la obbiettività che ATRI offre al territorio, da sempre. Quindi è questo da portare avanti, secondo il sottoscritto.

 

Secondo il COMITATO CHE SI  E’ MOSSO SEMPRE SU QUESTI BINARI, SIA CON  Del Turco, che con Chiodi, che, con l’ultimo D’Alfonso, a differenza di altri che si ricordano di Atri solo oggi.

 

Ecco, egregi signori, il mio semplice contributo da portare avanti, d’accordo con il M5S- PD, Abruzzo Civico e liste Civiche, nonché le forze politiche di Maggioranza soprattutto, quali: LEGA-Forza  Italia e F. d’Italia, e questo solo per Atri, nell’interesse di Atri, che sicuramente NON avrà più una opportunità del genere, se non si gioca bene queste carte, queste disponibilità

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