Chi vuole il bene del San Liberatore lo dimostri con i fatti, piuttosto che domandarsi quale sarà il suo futuro
La vera cura di cui ha bisogno l’Ospedale San Liberatore è una sola: il suo bene. A prestarne l’attenzione e le terapie del caso non potrà essere sicuramente la politica, la quale, in più occasioni nella sanità pubblica, ha anteposto il vantaggio politico al bene collettivo. Non è da ieri che uomini di destra o sinistra siano intervenuti con finalità demagogiche sul tema del nosocomio, il quale, diventa l’argomento prediletto per le campagne elettorali del candidato di turno, per la Regione o per il Parlamento che sia. Dopo la dura prova a cui è stata sottoposta la struttura sanitaria, sulla cui riuscita in pochi speravano, se non quelli che ci lavorano da sempre e i suoi degenti, è arrivato il momento di fare chiarezza. Dopo le affermazioni di alcuni esponenti politici sul futuro del San Liberatore, la cui risposta è nelle cose, ovvero nei fatti e risultati ottenuti, sarebbe necessario proporre a costoro la seguente domanda: che volete farne ? Ammesso che sia possibile dividerla in una zona Covid19 e in una aperta a tutti, sarebbe opportuno capire come. Con le stesse prestazioni ambulatoriali e i reparti di prima dell’emergenza sanitaria? Con lo stesso numero(insufficiente) di personale, anestesisti e pronto soccorso a mezzo servizio? O piuttosto vi impegnerete, con fatti concreti, a darle un riconoscimento per il prezzo pagato dalla sua vasta aerea di utenti che hanno sacrificato ogni cura, visita, prestazione, per anteporre il bene di tutti i malati del virus alle esigenze sanitarie personali? Con un aumento di reparti, strumenti e personale adeguati allo scopo? Domandarsi quale sia il futuro di un gigante significa essere un topolino, al cui cospetto basta un pezzo di formaggio per intrappolarlo nella strada meno auspicabile: lasciare lo stato delle come si trova oggi. Il futuro del nosocomio e la qualità delle sue prestazioni è nelle mani di chi governa questa Regione e solo i guariti dal male del secolo potranno darvi una risposta sulla ineludibile importanza che essa, con il grande gesto d’amore del suo personale, ha ricoperto e ricopre malgrado la mediocrità di chi si pone ancora la domanda.
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