Atri, il Pd sull’Ospedale San Liberatore: una nuova proposta politica per potenziare i servizi del nosocomio

L’ospedale di tutti.  E’ questa in sintesi la proposta politica del Pd di Atri che in una nota del segretario Alfonso Prosperi, lancia un appello alle forze politiche e alle organizzazioni sanitarie del territorio per ripristinare e potenziare il San Liberatore. La nota sottolinea gli sforzi e la tempestività del nosocomio atriano nel corso dell’emergenza sanitaria richiamandosi ad alcuni modelli europei. “Un dato è opinione condivisa: il bassissimo numero di morti in Germania.
Perché la Germania ha funzionato così bene? La risposta dei migliori analisti è che
la Germania ha conservato i propri presidi territoriali e li ha potenziati.
Non è un caso che, di fronte alla necessità, la ASL teramana abbia dovuto ricorrere
all’ospedale di Atri per far fronte all’emergenza. Un presidio che fino a poco prima
era stato depotenziato, umiliato, vituperato dalle peggiori politiche, è diventato di
colpo utile alla collettività.
Per fortuna, le battaglie passate a difesa del presidio atriano han fatto sì che la ASL
trovasse ancora qualcosa da adibire a centro di cura Covid19.
Il “San Liberatore” ha reagito in maniera eroica ed esemplare. In pochi giorni ha
creato dal nulla le condizioni per ospitare i malati di Covid19, dare loro strumenti
preziosi, offrire cure all’avanguardia e sperimentali, sempre in contatto con i
migliori istituti di ricerca. Ha anche attivato una ingente raccolta fondi che ha
permesso l’acquisto di beni e strumentazioni essenziali per affrontare la
pandemia. In poche ore, un territorio vastissimo che si estende su più province ha
ritrovato un punto di riferimento saldo e risolutivo. Ha dimostrato ancora una
volta che la posizione, la professionalità, la qualità della struttura, la tradizione
sono qualità basilari alle quali non si può rinunciare.
Il “San Liberatore” ha dimostrato per l’ennesima volta di essere all’altezza delle
più difficili situazioni; ha dimostrato ancora e per sempre di essere l’ospedale di
tutti!
È giunto il momento di raccogliere le idee e fare una proposta politica, utile seria e
dalla parte del contribuente.
Proposta politica.
Bisogna pretendere che un grande bacino di cittadini a cavallo di due province
torni ad avere ciò che in questi anni gli è stato sottratto in termini di servizi,
qualità della vita, Diritto alla Salute, accesso alle cure, attenzione, umanità e
professionalità.
Riteniamo che, al momento della necessaria riorganizzazione del Servizio Sanitario
Nazionale, conseguente alla pandemia, tutti i presidi periferici debbano avere di
nuovo i reparti che gli sono stati scippati da scelte dettate più dal risultato
elettorale e da politiche privatistiche che dal buon senso.
La Sanità dovrà, per essere efficiente, tornare fisicamente vicina ai propri utenti,
sul territorio, a monitorare, capire, adattarsi alle esigenze future.
La nostra idea di sanità non è un accumulo sterile di “eccellenze” e titoli, di certo
utili sia chiaro, ma non se usate come quadri da appendere, come specchietto per
le allodole, come fregi da sbandierare.
La nostra idea di sanità è la distribuzione intelligente e programmata della
conoscenza medica e scientifica dentro ogni casa.
Le risorse c’erano, ci sono e ci saranno. I servizi essenziali costituiscono, anzi, un
motore economico immenso e sano. Le risorse pubbliche devono tornare
interamente alla collettività anziché creare sacche di speculazione economica
privata su un diritto umano indiscutibilmente essenziale come quello alla salute.
Noi ci faremo portavoce di questa battaglia e sin da ora ci rendiamo disponibili ad
accogliere al nostro fianco cittadini, associazioni, altre forze politiche, sindacati,
organizzazioni del settore, ovvero tutti coloro che ritengono valida questa nostra
posizione.

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