Il Necrologio di Atri, il nuovo libro del Prof. Antonio Di Felice. Fatti inediti sulla storia della città Ducale

Fresco di stampa, il nuovo libro di Antonio Di Felice,  nativo della frazione di Santa Margherita di Atri, più volte dirigente scolastico in Abruzzo , autore di numerose pubblicazioni. Storico e appassionato della tradizione atriana, ha recentemente scritto per Hatria Edizioni il volume “ Il Necrologio di Atri” Personaggi ed eventi della città dal XIII al XVIII  secolo” 200 pagine. Un volume all’interno del quale sono registrate notizie importanti e preziose della storia della città Ducale dal 1250 al 1573. Il canonico e dottore in diritto ecclesiastico e civile, Girolamo Crispo, che morì il 10 Luglio 1573, ne fù il fedele annotatore. Non mancano le censure, specie per i fatti riguardanti la famiglia Acquaviva, tanto che il Duca di Atri, Giovan Girolamo II° fece ritagliare alcune pagine del Necrologio  in quanto “ si davano notizie spiacevoli, ma altrettanto vere, degli autori sincroni, per rispetto dei personaggi di questa illustre famiglia adriana .” In quel periodo, osserva l’autore della pubblicazione, Atri era il centro religioso, commerciale, economico, amministrativo , storico e culturale del territorio circostante. Non mancano narrazioni di alluvioni, pestilenze, siccità, carestie e terremoti. Quest’ultimo ad esempio si ebbe il 16 Settembre 1563, un terremoto di immane forza tanto da distruggere  il frontespizio della Cattedrale  e caddero per violenza le pietre del culmine della facciata. Evento sismico preceduto da un’altra scossa importante avvenuta il 22 Ottobre 1384, come testualmente riportato nel Necrologio  “ prima del canto del gallo avvenne un grande terremoto che durò per poco tempo e per grazia di Dio e della Vergine non arrecò alcun danno nella città di Atri”.  Come ad esempio i fatti di sangue avvenuti nel 1418  la  Cattedrale fù profanata per spargimento di sangue e poi riconsacrata dal Vescovo. O come quando nel 1399 i figli del Conte  di Montorio cerarono di rubare ad Atri ma furono respinti con forza dai cittadini. Nelle pagine conclusive del libro di Antonio Di Felice c’è un’ampia e ricca  raccolta di eventi salienti citati nel Necrologio e non mancano i personaggi protagonisti  di tali fatti con immagini inedite,  stemmi araldici delle famiglie importanti dell’epoca  o la” Moneta Antonio Acquaviva d’Aragona”.  Un lavoro certosino e meticoloso, come nello stile inconfondibile dell’autore, aiutato in questa circostanza dal figlio Domenico, al quale tributa un riconoscimento nelle prime pagine della pubblicazione e al Comune di Atri per il patrocinio nella realizzazione del volume

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