Atri, le minoranze interrogano il Sindaco sulla vendita di un area: cambiare la destinazione d’uso per guadarci di più

Sfido chiunque a dirmi che i consigli comunali non sono noiosi e talvolta inutili, vista la maggioranza bulgara voluta dalla riforma elettorale dei Comuni e delle Regioni nelle quali la maggioranza fa quello che crede e l’opposizione, per insufficienza numerica, è costretta a subire le decisioni di chi governa. La prova ne è che a lungo andare, specie nei comuni piccoli, gli oppositori, salvo rare eccezioni, disertano puntualmente l’assise, anche in ragione della esigua retribuzione per la seduta, che non supera i dieci euro. Dicevamo di qualche eccezione, dove si assiste a banchi che si riscaldano, voci che si alzano  e aggressioni verbali. Come nell’ultimo Consiglio Comunale del primo Ottobre, dove i consiglieri della minoranza hanno chiesto al primo cittadino come mai l’amministrazione della città ducale  , prima di alienare l’area destinata a parcheggio e sita in contrada Stracca, non abbia pensato di fare  il cambio di destinazione d’uso così da renderla economicamente più conveniente per le casse comunali. Qualsiasi persona, se avesse un’area edificabile ne farebbe subito il cambio di destinazione d’uso per una ragione semplice: vale di più. Il Sindaco ha risposto, come si legge nel verbale della seduta, che “solo in primavera è venuto a conoscenza dell’occupazione di quell’area, tra l’altro dell’unico interessato all’acquisto, dietro  un corrispettivo annuo di 2400 euro”. Parliamo di un’area di 100mq  la cui destinazione attuale è di un parcheggio e il cui affittuario evidentemente destina tale area per usi diversi e molteplici in ragione della sua attività. Una modica cifra di 200 euro al mese per 100 mq sembrano pochi, ma secondo le stime dell’ufficio comunale , come sostiene il Sindaco, sono giuste. Alle osservazioni dei consiglieri Basilico, Marcone e Di Luzio, di cambiare la destinazione d’uso prima della vendita  dell’area, il Sindaco risponde dichiarando che “occorre aspettare le decisioni che si assumeranno nella totale legittimità”. Nessuno mette in dubbio la legittimità delle scelte future che l’amministrazione vorrà fare, ma sull’opportunità di fare in modo che detto bene da vendere a un privato sia “rivisto” magari con un valore più alto per le casse comunali mi sembra doveroso.

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