Proveniente direttamente da Padova e collocata all’interno di un busto dorato di circa 18 chili la reliquia di Sant’Antonio di Padova è arrivata nel primo pomeriggio nella città di Atri. All’interno della Chiesa dell’attiguo Monastero di Santa Chiara, moltissimi devoti al Santo, hanno accolto il corteo dei frati minori conventuali della città di Padova con in testa Padre Egidio Canil. Nel corso della cerimonia religiosa, il frate conventuale ha svelato alcuni “misteri” ancora poco noti all’indomani della riapertura della tomba che avvenne il 6 Gennaio del 1981 dietro autorizzazione del Papa. Mentre gli altri resti del Santo furono trovati decomposti, ha raccontato Padre Egidio Canil, “ la lingua era intera, rosea, fresca. Dio aveva permesso che il dono della parola si conservasse e tuttora, anche se la lingua si è mummificata, è ancora integra e conservata all’interno del Santuario a Padova”. Altra curiosità che venne fuori in quella circostanza fù che i piedi del Santo erano molto più sviluppati rispetto alla sua statura, o come l’integrità delle corde vocali e dell’apparato fonico.   La “Peregrinatio” di Sant’Antonio continua in tutto il mondo senza sosta- ha spiegato ancora Padre Egidio- tanto da girare il mondo incessantemente. E a tale proposito ha ricordato quando fù portato in Portogallo dove “fummo costretti a cambiare il nome al Santo,  da Sant’Antonio di Padova a Sant’Antonio di Lisbona, paese di origine dove nacque nel 1195.” Alla fine della celebrazione della Santa Messa , i fedeli si sono avvicinati alle reliquie del Santo, comprese quella di Santa Chiara e San Francesco, per una benedizione, con la processione che si è avviata verso la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, da dove proseguirà dopo la Santa Messa per la frazione di Tre Ciminiere.  Nella giornata di domani è prevista la visita ai malati della Casa di Riposo di Santa Rita .

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