Un 2018 poco rassicurante per non dire di peggio nella nostra provincia in fatto di attività commerciali. A guardare i dati diffusi dalla Camera di Commercio della Provincia di Teramo il trend negativo che ormai caratterizza tutto il Paese specie nell’attività del commercio all’ingrosso e al dettaglio, non ha risparmiato nemmeno il 2018, facendo registrare un saldo negativo tra le nuove attività avviate e quelle cessate. Al 31 Dicembre 2018 si contavano in provincia  8068 attività commerciali registrate, che non coincidono sempre con quelle attive, e  con 372 nuove registrazioni e 472 cessazioni, anche in un arco di tempo, tra la creazione e la cessazione, molto breve. Scendendo nel particolare e andando a vedere da vicino i comuni della provincia, scopriamo che nel comune di Atri , nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso, al 31 Dicembre del 2018 le attività registrate erano 178, comprese le attività di riparazioni di autovetture. Nello stesso anno nella città ducale sono state create 7 nuove attività nel settore e cancellate 15. Oltre il doppio ha chiuso i battenti e questa la dice lunga sulla grave situazione del commercio in città. A Pineto, dove le attività registrate nello stesso periodo erano  307, quelle nate nel 2018 sono state 13 e quelle cessate ben 26.  Sintomo di una crisi che non risparmia nemmeno le attività commerciali della costa e che al dice lunga sulla presenza, sempre più massicci dei centri commerciali in pochi km. A nulla è valsa la politica , per quanto apprezzabile, proposta dal Comune di Pineto di non far pagare le tasse comunali alle nuove attività per un biennio. Situazione di stallo che non trova una rotta di inversione sino a quando non caleranno le troppe e inutile beghe burocratiche , oltre al salasso delle tasse statali, a cui va incontro chi vuole intraprendere. Leggermente meglio, ma sempre con il segno negativo, la situazione del commercio su Silvi. Con 565 attività commerciali registrate a fine 2018, nello stesso anno ne sono nate  31 e cessate 34.  Restando nella zona del Cerrano, si salva solo Roseto degli Abruzzi che nel 2018 contava  654 attività commerciali registrate con 40 nuove attività avviate nello stesso anno e 39 cessate. Un solo punto in attivo tra le nuove imprese commerciali  avviate e le cessate ma che lascia ben sperare, almeno nella città delle rose. Anche nella città capoluogo di provincia le cose non sono andate meglio rispetto al quadro generale che viene fuori dall’analisi degli uffici della  Camera di Commercio. Sul totale di 1305 imprese attive a Teramo nel 2018, ne sono state create 63 e  chiuse ben 70. Non sfugge alla crisi del settore nemmeno un comune come Giulianova, forte di un passato fiorente nel settore commerciale. Le aziende attive erano 745 lo scorso anno e quelle che sono arrivate nel territorio giuliese 29, con un netto segno negativo di ben 42 cessazioni.

 

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