Atri, l’Amministrazione vara il nuovo piano organizzativo degli uffici comunali. Dal primo Agosto maggiore flessibilità

Flessibilità, flessibilità, flessibilità. E ‘questa la parola d’ordine nella nuova riorganizzazione degli uffici del Comune di Atri approvata nel corso della riunione della Giunta Comunale svoltasi oggi al Palazzo Acquaviva.  Nella stesura del provvedimento del governo comunale si legge che “ il modello organizzativo deve essere improntato alla più ampia flessibilità al fine di adeguarsi rapidamente alle mutate esigenze dell’Ente”.   Il personale in servizio a Palazzo Acquaviva è diminuito sensibilmente, con 5 cessazioni (pensioni) nel 2017 e ben 8 lo scorso anno. Per quello in corso ne sono previste altrettante con solo 4 nuove assunzioni di cui 3 a tempo parziale. Insomma, 21 cessazioni in tre anni e solo quattro nuovi assunti. Un dato preoccupante in termini di organico che ha spinto il primo cittadino e la sua giunta a redistribuire talune competenze nelle aree interessate, ovvero Area Servizi alla Città e Lavori Pubblici, Manutenzioni e Patrimonio con una serie di accorpamenti. Ciò comporterà che sotto il dirigente dell’area Servizi alla Città alle Imprese al Territorio e Sport ricadranno Ufficio Urbanistica-Edilizia Privata e Abusi/Sisma; Ufficio Servizi Cimiteriali e Servizi Sportivi; Ufficio Servizi Informatici  e Innovazione: Ufficio Suap-Attività Produttive -Polizia Amministrativa. Sotto l’area Lavori Pubblici -Manutenzioni e Patrimonio saranno accorpate  Ufficio lavori Pubblici, Gestione Gare e Appalti, Manutenzioni e Pianificazioni interventi sul territorio, Demanio, patrimonio e relativa gestione, manutenzione beni demaniali, patrimoniali, impianti tecnologici , ufficio ambiente, verde pubblico e riserve naturali e protezione civile. Tale riorganizzazione degli uffici  comporterà anche , a partire dal primo agosto, l’assegnazione del personale dipendente nelle aree a loro indicate. Un bel da farsi per gli impiegati comunali, il cui “posto fisso” è intoccabile, ma le cui competenze no.  Bisogna fare di più con meno, questa la parola d’ordine.

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