Ospedale San Liberatore a rischio declassamento. L’allarme lanciato dal Comitato Difesa Ospedale

Un pericolo incombe sull’Ospedale San  Liberatore di Atri. A denunciarlo è Mario Marchese, storico rappresentante del Comitato  Difesa Ospedale di Atri, il quale scrive al primo cittadino e all’amministrazione comunale osservando come “vi sia “sfuggita” la notizia, che nel mentre voi pensate il da farsi, la politica lavora ancora, e a danno del nostro Ospedale di Atri.” Sempre Mario Marchese aggiunge: I sindacati di categoria, sempre contro Atri, di una Intersindacale Medica, Ospedaliera e non,  va ad esprimere un PROGETTO pericoloso per le sorti dell’Ospedale atriano, e non è la prima volta che lo fanno.

Se oggi lo ripropongono, significa che hanno possibili sponsorizzazioni all’interno della Giunta  e Maggioranza Regionale,  che vede nel centro destra e nell’assessorato alla Sanità, un riscontro per le loro politiche a vantaggio di Teramo e di Giulianova.

 

Realtà, direi,  dove siamo stati sempre: “soccombenti” alle volontà strategiche e politiche di chi, o coloro, che hanno massacrato il nostro Presidio Ospedaliero, partendo dalle politiche e scelte sanitarie di  Del Turco, poi di Chiodi, ed infine  di D’Alfonso-Paolucci.  Il tutto, in una sanità abruzzese lasciata quasi allo sbando….

 

Intanto mi va di dire: ma è mai possibile che possa uscire un articolo sul CENTRO del 12-Giugno-2019, su  una ipotesi spedita da una “intersindacale medica di Ospedalieri a vari livelli locali e regionale” (non si capisce), con su  una PROPOSTA di ipotesi di RIORGANIZZAZIONE delle RETE Ospedaliera Regionale, che inviano (senza confronto alcuno con i territori), all’Assessore, dr Nicoletta VERI’,  una IPOTESI, di un NUOVO Piano che, dicono, dovrebbe  concretizzarsi entro il 30-Giugno 2019 ?

E’ mai possibile, dicevo, che a NESSUNO è venuto a mente di dire NULLA su queste proposte, non abbia  scatenato un grido di allarme, non  abbia detto qualcosa in merito a queste scellerate proposte, che, condannerebbero Atri alla insignificanza territoriale  del proprio Ospedale se fosse declassificato ad Ospedale solo di Base? Ma in che cazzo di paese, città, comunità,  stiamo vivendo noi oggi ad Atri?

 

In questo articolo, Egregio Signor Sindaco, nostro 1° Cittadino, nonché ed anche componente il Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, componente anche di partito della stessa maggioranza sia in Atri, che, soprattutto in Regione Abruzzo, e con un Assessore alla Sanità,  dicevo, ed il NON verificare, di  nessun allarme  a queste  proposte che provengono , non da comunità locali, ma dalle OO.SS mediche e non?  OOSS che ricordo, legati ai partiti teramani, che hanno sempre lavorato contro l’Ospedale di Atri in questi anni, e lo affermano ancor oggi, in questo articolo, nella loro PROPOSTA  già inoltrato all’Assessorato in Regione,  nella dr Nicoletta VERI’. Che, intende a breve  effettuare una riorganizzazione della RETE Ospedaliera, ma con il seguente prospetto, e  proposta dagli stessi espressi, anche in termini ufficiali, cioè:

 

1)-OSPEDALI DI 2° LIVELLO -N°2 ————————–1°)-Pescara e Chieti accorpati

2°)-L’Aquila e Teramo accorpati.

2)-OSPEDALI DI 1°LIVELLO -N°5 — ——- —————-1)-Avezzano,Giulianova, Lanciano,Sulmona,Vasto.

 

 

3)-OSPEDALI DI ZONA per AREE disagiate N°3, quali:-1)-Atessa, Castel Di Sangro, S. Omero.

 

4)-PRESIDI OSPEDALIERI di BASE, N°4——————1)-Atri, Ortona,Popoli, e Penne.

 

A questo punto, Egregio Signor Sindaco,  non so, se lo ha capito, deve rivendicare, se, se la sente,  che ATRI sia posto, (come è giusto che sia) che venga posto, visti i numeri delle prestazioni, dei servizi erogati, del territorio  rappresentato, la qualità espressa nella sua storia del S. Liberatore, la professionalità dei suoi professionisti, la posizione strategica che ha nel territorio di un “AREA VASTA di oltre 200 mila abitanti”, (ed in Estate oltre il milione), e che parte dai Comuni facenti parte delle  Vallate sia del Vomano, con quelli sulla costa, a partire da Roseto (che si serve di Atri da sempre), poi: Pineto, Silvi, Montesilvano (gran parte) e molti Comuni del pescarese e del chietino, nonché Città S. Angelo, Elice, e poi, tutti i Comuni della Vallata del Fino), e tale  ampiezza, sia di domanda, che che di prestazioni in esse effettuate:

 

la 5° provincia sanitaria d’Abruzzo, chiedendo invece, con questa visione e valutazione strategica ed oggettiva, che ATRI sia inserito tra gli Ospedali di 1° LIVELLO”.

 

Altro che quello di Giulianova, che è distante appena 5 minuti dall’Ospedale di 2° Livello di Teramo.

Sarebbe un inutile doppione, spreco, ovviamente il tutto a danno di ATRI  e di questo ampio territorio di cui sopra. E, quindi, conseguentemente classificare quello di Giulianova Ospedale di Base, così come giusto che sia, per fatti e storia nel territorio in materia di Ospedali e di prestazioni.

 

Basta le chiacchiere di Giulianova come Ospedale di 1° Livello, stante anche che in quell’area, c’è attiguità con  quello di Teramo, e sarebbe uno spreco imperdonabile in questo territorio, ed il tutto a danno di Atri. Compreso?

 

Inoltre, non mi va proprio giù che quell’asse Teramo – Giulianova, vadano ad esprimere sempre le politiche di sviluppo della provincia di Teramo, oltre che quelle strategiche sanitarie. Non è comprensibile e, non è giustificabile dai fatti e dai flussi sanitari della domanda e dell’offerta che questo avvenga..

Basta questa bufala portata avanti da OOSS Mediche e non, da corporazioni, che hanno sedi operative poi in provincia, sia a Giulianova che a Teramo, che schiacciano le aree meridionali, come Atri ha più volte lamentato in questi anni, sia in campo Sanitario, con le  loro strategie sanitarie, che sul degrado della viabilità, nonché sull’abbandono  perpetrato dello sviluppo industriale in queste due vallate Vomano e Fino, etc. per non dire altro.

Quindi, egregio Signor Sindaco, faccia una “CONFERENZA DI SERVIZIO”, convocando tutti i Sindaci del territorio anzidetto, di tutti i Comuni ivi presenti, e poi ponga loro l’approvazione di un odg, un DOCUMENTO, che vada ad esprimere questa esigenza, questa risposta della storia del S. Liberatore di Atri in questo territorio, e vediamo l’effetto che fa. Poi, spedirlo alla Giunta Regionale, al Presidente della Giunta Regionale, ai Gruppi Consigliari interessati che Le ricordo, con “IL PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO”, (da voi approvato, ed onerosamente pagato, e direi anche  poi SEPPELLITO), in un nulla di fatto. Ed in questo PIANO, questi stessi COMUNI  ebbero ad esprimere il loro assenso a starci in questa proposta, proprio, e solamente,  perché si metteva al centro di questo PROGETTO,  guardate un poco: l’Ospedale S. Liberatore di AtriLo ricorda questo, oppure no? Cosa ne avete fatto di queste volontà? Nulla, di nulla, solo sperperi e spese, nulla di più!!!

Egregio Signor Sindaco, stia certo che non si può sempre rincorrere gli avvenimenti, a volte bisogna, come ho già scritto alla SV più volte, su queste pagine direi inascoltato, dico  oggi, che gli AVVENIMENTI, molte volte, debbono essere anticipati, altrimenti, la debolezza politica espressa da Atri in questi ultimi 12-15 anni, ci è stata contro, e ci hanno conciato per benino poi nel tempo, fatti alla mano, oppure non è stato così?

Quindi, la INVITO a muoversi, anche celermente, se lo ritiene nel merito nel percorso segnalato, prima che sia troppo tardi, stante anche che detta proposta, incontra, impegni nell’Assessorato alla SANITA’, che vorrebbe, dovrebbe, decidere (si dice) per il rinnovo della “RETE Ospedaliera Regionale entro il 30-Giugno prossimo”. Quindi non ha tempo da perdere. Compreso? 

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