Da sessant’anni San Gabriele Patrono d’Abruzzo. Ricorre quest’anno la “nomina” da parte di Papa Giovanni

Nel 1959, Papa Giovanni dichiarava patrono d’Abruzzo, S. Gabriele dell’Addolorata. Ogni regione ha il suo Santo patrono e, abitualmente è un testimone della fede, legato a quella terra, in vita e oltre la vita. La Calabria, ha S. Francesco di Paola, nato nel paese che lo differenzia dall’omonimo di Assisi, quasi all’ingresso settentrionale della regione. L’Umbria, e non poteva essere altrimenti, ha S. Francesco, dal 1939 patrono d’Italia. Gabriele, ha vissuto solo l’ultima parte della vita, la prosecuzione della vita religiosa e la preparazione al sacerdozio che tanto desiderava per meglio vivere il carisma passionista con la predicazione e l’annuncio dell’amore del Signore, alle falde del Gran Sasso. Giunse nel 1859 e si mosse poco dal ritiro dell’Immacolata di Isola. Nel 1861 si recò con alcuni compagni a Penne, dove nella Cattedrale, il Vescovo Vincenzo D’Alfonso, gli conferì gli Ordini Minori e probabilmente lo avrebbe poi ordinato diacono e presbitero. Nella città vestina fu ospitato dalla famiglia Del Bono.

Nato al Cielo all’alba del 27 febbraio 1862, il giovane passionista, consumato dalla tisi, rischiava di essere dimenticato. Quando la Congregazione decise di trasferirne la salma a Montefalco, presso Spoleto, al Santuario della Madonna della Stella, gli isolani insorsero e S. Gabriele rimase a Isola. Nel 1908 Papa Sarto lo beatificò e cinque anni dopo, nacque la rivista “L’Eco del Beato Gabriele”, fondata dai confratelli Fausto Pozzi e Stanislao Battistelli, poi eletto Vescovo, prima di Sovana e Pitigliano e quindi di Atri e Teramo. Nel 1920 Benedetto XV lo iscrisse nell’albo dei Santi, fissandone la festa al giorno natalizio, il 27 febbraio.

Nel 1953, per volere di Mons. Amilcare Stanislao Battistelli, da poco subentrato al grande Mons. Gilla Vincenzo Gremigni, nelle Chiese di Teramo e Atri, S.Gabriele divenne patrono “aeque principaliter” di Atri e contestualmente fu compiuto il busto argenteo del Santo, alter ego di quello di S.Reparata, di Teodosio e Valerio Ronci (1605), esposto in Cattedrale e portato in processione, per le vie del centro storico, nei Secondi Vespri della solennità.

Il busto di S. Gabriele, destinato alla Cattedrale, rimase in un armadio fino al 1994, quando, con la sistemazione del Museo Capitolare, secondo nuove soluzioni allestitive, ebbe collocazione nella sezione dell’argenteria sacra del Museo. Rimane nella teca tutto l’anno, perché in Cattedrale non vi è il culto di S. Gabriele dell’Addolorata. Era previsto però un panneggio bianco, in luogo di quello rosso proprio di S. Reparata (vergine e martire), per il fercolo, proprio per S. Gabriele.

Nella forania di Atri (ex-diocesi) S. Gabriele è venerato soprattutto nella Parrocchia che sin dall’inizio ne porta il nome, voluta da Mons. Battistelli per rispondere alle esigenze spirituali e pastorali del rione S. Antonio, in espansione, soprattutto con l’entrata in funzione del complesso ospedaliero, nel 1961. Tre volte l’urna di S. Gabriele ha sostato nella città acquaviviana, le prime due a ridosso della proclamazione del patrono d’Abruzzo, nel 1955 e nel 1961, l’ultima nel 2015, per interessamento del Parroco Don Vincenzo Salladini e del Vice- Parroco Don Matteo Baiocco D’Angelo.

A Pineto, S. Gabriele è venerato nel rione Corfù, a Sud del centro storico, con un’edicola (ogni anno, in estate, viene celebrata la festa) e a Borgo S. Maria. A Silvi, il Santo era invece venerato nella chiesa dell’Assunta, accanto al presbiterio, nella soluzione della statua giacente, per riproporre l’atmosfera dell’urna nel Santuario ai piedi del Gran Sasso. Con il nuovo organo, promosso da P. Maurizio Di Paolo, ora Procuratore Generale dell’Ordine dei Minori Conventuali, sotto la guida del Guardiano e Parroco P. Nicola Petrone, il simulacro di S. Gabriele è stato trasferito in una cappella, sempre nella navata sinistra.

Ho avuto la grazia di tenere in mano, il pastorale di Mons. Battistelli. Con mio padre, mi recavo, tutti gli anni, al Santuario di S. Gabriele, per la festa liturgica del Santo. Dal 1989 al 2006, ho avuto la grazia e la gioia di prestare il servizio liturgico, abitualmente nella Messa più solenne, presieduta dal Vescovo.

Nel 1993, era giunto al Santuario, il Cardinal Achille Silvestrini. Era accompagnato dal segretario, Mons. Edoardo Menichelli, un anno e mezzo dopo nominato Arcivescovo di Chieti-Vasto dove rimase fino al trasferimento ad Ancona-Osimo dove ha concluso il servizio episcopale con il cardinalato. Il porporato di Brisighella aveva portato solo la mitra e il ministrante della mitra era già presente. Gli altri inservienti erano i chierici passionisti, provenienti dai collegi della congregazione. A me quel giorno, non spettava alcun servizio, ma ero già vestito con il camice. Giovanni Costantini, cerimoniere della Basilica e assistente locale dell’Unitalsi, mi lesse nel pensiero. Nel giro di pochi secondi tornò in sacrestia con una valigetta e in un baleno montò il pastorale che il Cardinale avrebbe brandito durante la S.Messa delle 11. P. Giovanni mi disse subito: “E’ il pastorale di Mons. Battistelli!”. La processione introitale percorse la maestosa aula del Nuovo Santuario e la celebrazione ebbe inizio, con i canti diretti da P. Pasquale Giamberardini.

Ho voluto ricordare questo episodio perché tutti abbiamo aneddoti ed eventi legati a S. Gabriele e al suo Santuario. Come ad altri Santi e altri luoghi della fede. P.Giovanni, ora in Cielo con tutti i trapassati delle nostre famiglie, poteva usare scorciatoie diplomatiche, ma in quella fredda mattina di febbraio compì un gesto stampato a lettere cubitali nell’album dei ricordi.

Santino Verna

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: