Pineto, dal M5S critiche al Comune sulla zona industriale di Borgo: una delle peggiori scelte urbanistiche

La Zona Artigianale di Borgo Santa Maria è senza dubbio una delle peggiori “scelte urbanistiche” fatte e volute dalle Amministrazioni comunali di Pineto. Il danno arrecato nel realizzarla è sotto gli occhi di tutti, con la strada provinciale per Atri in continua frana e con dei mostri di capannoni, talora abbandonati, che rendono il paesaggio decisamente sgradevole. Noi pinetesi ci continuiamo a chiedere come sia stato possibile collocare quell’area proprio vicino all’uscita dell’Autostrada, offrendo in questo modo a chi arriva nella nostra città, un biglietto da visita così brutto, per colpa di un qualcosa creato proprio alle pendici della collina, sulla cui sommità sorge Mutignano, il nostro centro storico (peraltro anch’esso  in declino). Un’area artigianale voluta ed edificata in una zona che avrebbe potuto essere, invece, il fiore all’occhiello della parte collinare pinetese, voluta da amministratori che hanno dimenticato completamente il fatto che Pineto già disponesse di una zona Industriale, quella di Scerne, che per collocazione ed estensione si pone come una delle migliori aree in tutta la costa adriatica. Questa scelta si palesa di sicuro come una strategia non felice per il nostro territorio e noi del M5S Pineto, dobbiamo ancora una volta rimarcare la totale approssimatività di chi governa ed ha governato questa città negli ultimi 20 anni. Ci chiediamo: come sia stato mai possibile ignorare la necessità di predisporre adeguati studi preventivi di fattibilità per evitare di far crollare la vicina strada provinciale? Possibile che non sia stato effettuato nessun studio preliminare per accertare le condizioni del sito? Ebbene, costoro sono riusciti nell’ardua impresa di:

  1. a) edificare prima;
  2. b) far franare la strada provinciale poi;
  3. c) modificare il regime delle acque sotterranee;

d)far realizzare degli orrendi capannoni

  1. e) solo alla fine, a danni fatti, effettuare studi geologici per capire se tutto quello che già avevano fatto, si potesse effettivamente fare!

Anzi, per fortuna è intervenuta la Regione a richiedere tali studi.

Roba da matti, o da totali incapaci!

Ed è proprio  l’incapacità di chi ci ha amministrato che ancora una volta ha avuto la meglio, infatti gli studi geologici hanno ora decretato ben 8 lotti non sono edificabili, quindi quasi metà dell’intera zona artigianale!

Chi attendeva qualche timida ammissione di responsabilità da parte di questa classe dirigente pinetese, dovrà purtroppo ricredersi ed assistere ancora una volta allo spettacolo triste che meglio sanno interpretare i nostri amministratori: ossia il trionfo della propaganda politica di basso livello! E allora ecco pronto il Sindaco a vantarsi di avere fatto franare una strada provinciale, di aver fatto spendere molti soldi pubblici per cercare di fermare la suddetta frana, aver reso quasi metà zona artigianale non edificabile e solo alla fine essere corso ai ripari facendo fare gli studi geologici. Infine, la solita capacità di mascherare un disastro, affiancandoci l’ennesima promessa che tutto ciò rappresenterà un volano per l’economia pinetese, esattamente come doveva essere la pista di pattinaggio sul ghiaccio, come doveva essere il mercato in centro, e via dicendo….. La triste e ripetitiva rappresentazione di un Sindaco sempre più prigioniero di se stesso, impegnato ormai solo a raccontare la favola di un Paese che non esiste.

 

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