Da Casoli di Atri a San Giovanni Rotondo per dirigere i lavori della costruzione dell’Ospedale di Padre Pio.

C’è un po’ di Atri nella costruzione dell’Ospedale “Casa sollievo della sofferenza” a San Giovanni Rotondo inaugurato il 5 maggio del 1956. Si tratta dell’Ing. Gaetano Candelori di Casoli di Atri, il quale è stato il primo direttore dei lavori della struttura. E’ quanto emerso da un meticoloso studio portato avanti da un team di Architetti volto a indagare la storia e a far conoscere i protagonisti che più si prodigarono per la realizzazione dell’Opera ospedaliera. L’intero lavoro di ricerca titolato “Le opere di Architettura realizzate da Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo (Foggia)” hanno fatto emergere molte interessanti curiosità sinora sconosciute.

Gaetano Candelori, stando alla ricerca del Team di Architetti, è nato a Teramo 22 maggio 1896 e morto a Roma 2 novembre 1969 dopo aver vissuto a Casoli di Atri. Candelori, ingegnere Capo del Genio Civile di Pescara, fu il Primo Direttore dei Lavori per la costruzione dell’Ospedale. A coinvolgerlo nella nobile impresa fu il Pittore e Maestro Carlo Verdecchia (Casoli d’Atri, Teramo 1905 – 1984), il quale lo segnalò a Padre Pio in quanto impossibilitato a seguire il progetto. Un terzo protagonista legato alla città di Atri, che conosceva Padre Pio era il Professor Federico D’Alfonso, primario del reparto di Chirurgia nell’Ospedale “San Liberatore” di Atri. D’Alfonso cercava, in quanto componente del Comitato per la costruzione dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, un tecnico capace di seguire il progetto, ovvero di ridisegnarne delle copie col fine di preparare le pratiche per ottenere una parte del finanziamento dell’opera dal Governo degli Stati Uniti d’America. Fu così che D’Alfonso chiese un aiuto prima a Verdecchia, il quale decise di rinunciare segnalando l’Ing. Candelori, suo fidato conoscente, affinché seguisse il progetto insieme al Prof. D’Alfonso. Candelori accettò l’incarico e firmò poi, per conto di Padre Pio, tutte le autorizzazioni necessarie per far beneficiare l’ospedale dei finanziamenti americani provenienti dagli Stati Uniti attraverso l’United Nations Relief and Rehabilitation Administration, questi soldi consentirono di poter avviare il cantiere e iniziare la costruzione. Le restanti somme di denaro vennero dalle numerose donazioni arrivate a San Giovanni Rotondo dai benefattori.

Il team di Architetti foggiani è composto da Dario Zingarelli, Gaetano Lombardi, Gaetano Centra, Angelica Ruberto, Valeria Di Toro, Silvana Corvino, Antonella Pia Racano, Giampiero Bisceglia, Rossana Straccialini, Gino LozziPierfrancesco Giammarco, Pasquale Mastrobuono, lo studioso Vincenzo Colozza di Bojano (CB), Biagio Gallo di Ascoli Satriano (FG), il sociologo Mario Salisci di Genova, lo scrittore e musicista Walter Salin di Rovereto (TN), e coadiuvato da Gianluca Candelori, Aurelio Celli e Domenico Felicione di Atri.

Questo interessante lavoro di ricerca – commenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Atri, Domenico Felicioneè particolarmente significativo per far conoscere il profondo legame tra la nostra città e San Giovanni Rotondo. L’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza è una struttura punto di riferimento per tanti malati nella quale è garantita un’alta qualità professionale di cui tutto il centro Sud Italia è fiero. La notizia di aver avuto tra i nostri concittadini uno dei direttori dei lavori della struttura ci riempie di orgoglio e certamente daremo seguito a quanto emerso con delle iniziative culturali in grado di dare risalto a questo legame tra due territori ricchi di arte e fede: Atri e San Giovanni Rotondo”.

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