“L’essenziale è invisibile agli occhi” Intervista al Presidente della Asp 2 di Atri, Avvocato Roberto Prosperi

Presidente Prosperi lei è alla guida da circa due anni dell’ASP 2, azienda pubblica che si occupa della persona, dei numerosi servizi che erogate e delle molteplici problematiche che dovete affrontare. Quale bilancio si può tracciare di questo mandato?

E’ ancora presto per tracciare un bilancio di mandato, le iniziative intraprese sono davvero tante, al pari delle cose ancora da fare.

Devo dire, tuttavia, che il passaggio più importante, la fase più impegnativa, ovvero quella di creare e far nascere l’Azienda, si può dire positivamente archiviata.  Infatti, l’A.S.P. (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) con sede ad Atri è una delle sei abruzzesi. Si tratta di nuovi soggetti giuridici che nascono, per volontà legislativa nazionale e regionale, dall’accorpamento e trasformazione delle vecchie Istituzioni di Assistenza e Beneficienza Pubblica (IPAB). Nel caso della nostra A.S.P., nata nel 2015, sono state accorpate le due IPAB atriane, ovvero l’Orfanotrofio Femminile  Domenico Ricciconti e la Casa di Riposo Santa Rita, a cui si sono aggiunte l’IPAB Regina Margherita di Mutignano e gli Istituti riuniti Castorani-De Amicis di Giulianova.

Come si può immaginare, l’avvio si è rivelato particolarmente complesso e gravoso, in quanto ci si è trovati a dover integrare realtà dotate di una fortissima tradizione identitaria, un accentuato radicamento territoriale e, soprattutto, sensibilmente diversificate tra di loro sotto ogni profilo: servizi erogati, territorio, situazioni patrimoniali, personale, modelli di gestione, finanziari e contabili.

A ciò deve aggiungersi che si tratta di Aziende che, pur avendo natura pubblica, non beneficiano di alcun trasferimento o contributo pubblico e che, quindi, devono reperire le risorse per il loro funzionamento e per la erogazione dei servizi, esclusivamente dalle proprie attività e, dunque, dal mercato. Ciò evidentemente ha imposto l’ideazione di un vero e proprio progetto di impresa, mettendo a punto un piano economico finanziario realistico, che tenesse conto anche degli importanti squilibri finanziari ed economici portati come dote da alcune IPAB e rispondesse alla prioritaria necessità di operare, nel più breve tempo possibile, un risanamento e riallineamento di tutte le realtà da accorpare.

Ad oggi le maggiori soddisfazioni giungono dallo straordinario successo del modello di inclusione rappresentato della Fattoria Sociale Rurabilandia – riaperta proprio due anni fa appena dopo il mio insediamento -; dalla soluzione alla grave situazione debitoria della casa di Riposo di Atri – che ha seriamente rischiato la chiusura, il licenziamento degli operatori e su cui oggi, invece, stiamo investendo sulla qualità e programmando il futuro -; dall’Istituto Castorani-De Amicis di Giulianova che si avvia sempre più ad essere un vero e proprio sistema pubblico di servizi per i minori, unico in Abruzzo (comunità residenziale, centro diurno, nido e scuola dell’infanzia, colonia marina).

In definitiva, si può dire che, a distanza di circa tre anni dalla nascita della ASP con sede in Atri, l’Abruzzo oggi possiede un’azienda pubblica sana, efficiente, dotata di eccellenze e capace di garantire ottime prospettive di crescita e di miglioramento della qualità della vita delle nostre comunità.

Le numerose iniziative che coinvolgono l’attività dell’Ente, vedono anche quelle della rinomata Fattoria Sociale Rurabilandia da lei voluta anni fa e che registra sempre tanto consenso. Come sta andando il Campo estivo?

Rurabilandia è un sogno, che poi è diventato un’idea, che poi è diventata un progetto, che poi è diventato una sperimentazione, che poi è diventata una esperienza, che poi è diventata una comunità, che poi è diventata un modello di inclusione, che infine è diventato un modello di welfare.

Inaugurata il 28 settembre del 2008, proprio quest’anno festeggiamo il decennale. Di questa eccellenza abruzzese, presente sul territorio del comune di Atri si è detto e si dice molto, i numerosi riconoscimenti nazionali e regionali sono il segno tangibile di una particolare attenzione del mondo del sociale al nostro riuscito esperimento di welfare di comunità e di inclusione.

Il Centro estivo, destinato a bimbi e ragazzi sino a 14 anni, è solo la più recente attività che abbiamo intrapreso e, al pari delle altre, ci sta consegnando ottime soddisfazioni, non solo per il numero di partecipanti  e per il livello di gradimento da parte dei bimbi e delle loro famiglie, ma anche per la spontanea partecipazione della comunità locale, con continue e numerose collaborazioni offerte da associazioni, istituzioni, professionisti, volontari. Sono certo che, nel tempo, diverrà uno dei nostri punti di forza, soprattutto una volta ultimata la struttura con la piscina e i campetti sportivi.

La recente apertura del “Giardino della Memoria”, realizzato dietro la Casa di Cura di Santa Rita, ha permesso di ammirare un angolo della nostra città molto bello. Molti si chiedono se la fruizione del posto è aperta a tutti o solo alle persone che vi sono all’interno della struttura?

Dopo oltre un decennio, il giardino è tornato pienamente fruibile per le persone residenti presso la casa di riposo ed i loro ospiti. Si tratta di un luogo magico di pace e di intima serenità che beneficia di una delle più belle vedute atriane della montagna abruzzese.

Non ci siamo limitati ad un lavoro di rimessa in pristino e di maquillage, ma grazie anche al contributo della Fondazione Tercas, abbiamo inteso valorizzare questo spazio trasformandolo in giardino sensoriale, ovvero un luogo destinato alla stimolazione dei sensi, diventando esso stesso strumento terapeutico teso a contrastare il progressivo decadimento delle capacità percettive. “I giardini della memoria” vogliono essere un luogo, dove i colori, i profumi, le sensazioni tattili, possono riportare alla memoria dei nostri ospiti esperienze, incontri, eventi significativi.

Nel riconsegnare questo spazio ai nostri ospiti, inoltre, abbiamo voluto avviare contestualmente anche il percorso si avvicinamento della casa di riposo alla comunità locale. Nel rispetto della privacy e tranquillità dei nostri ospiti, per almeno due volte al mese dunque, il giardino resterà aperto alla libera fruibilità di visitatori esterni; inoltre, l’associazione Positivamente terrà, secondo un calendario mensile, attività autogestite di ortoterapia rivolte a tutti e, in particolare, a bimbi ed anziani; durante il corso dell’anno scolastico lo spazio verrà altresì adottato da una classe terza dell’Istituto agrario, che curerà lo sviluppo nel tempo del progetto; la A.S.P. dal canto suo organizzerà eventi, come ad esempio spettacoli, presentazioni o proiezioni di film.

Quali sono i progetti imminenti, e di cui vorrebbe vedere a breve la nascita e lasciare un segno ?

Le IPAB hanno lasciato in dote alla A.S.P. tanti problemi, ma anche tante risorse e cose positive. Tra queste la qualità del personale amministrativo e dei collaboratori. E’ grazie alla loro esperienza e competenza che siamo riusciti in tempi rapidissimi a far partire la A.S.P. ed è grazie a loro che, contestualmente, abbiamo avviato un intenso e proficuo lavoro di partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei per il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione dei nostri progetti.

E’ proprio di questi giorni la notizia che siamo riusciti ad intercettare un importante finanziamento europeo che ci consentirà di completare la Fattoria Sociale Rurabilandia e effettuare interventi non solo su tutte le nostre strutture, ivi comprese quelle di Mutignano e Giulianova, ma anche in un territorio, come la Val Fino, su cui ancora non abbiamo avviato servizi.

A parte ciò, i prossimi imminenti progetti riguardano sempre l’inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità, i servizi in favore della famiglia, l’invecchiamento attivo e il sostegno alle condizioni di fragilità.

Lei ha la “fortuna” di non essere spostato e quindi poter dedicare molto tempo a questo ruolo, sottraendolo credo anche alla sua libera professione. Come concilia il tutto, ed è vero che la sua attività istituzionale non prevede alcuna retribuzione economica?

Il fatto che io non sia sposato, non credo possa essere annoverato come una “fortuna”, di certo si tratta di una condizione e, come tale, va accettata e, conseguentemente, colta come un’opportunità.

In vero, il ruolo e la responsabilità pubblica attribuitemi, mi hanno concesso la possibilità e, quindi, la “fortuna” di avere gli strumenti materiali per realizzare la mia idea di bene comune. Infatti, altro è essere solo animati da buone intenzioni, altro è avere solo dei bei sogni, altro è fare dei buoni progetti, altro è disporre anche di mezzi materiali, di una struttura, di collaboratori per realizzarli. In questo senso sì, ritengo di essere stato davvero fortunato e nulla importa se, come lei ha rammentato, il mio ruolo viene svolto in maniera del tutto gratuita, non essendo prevista indennità o retribuzione di nessun tipo.

Le soddisfazioni sono altre: “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

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