Opere d’arte di Paglione. Felicione: abbiamo detto no alla donazione per mancanza di spazi e denari per la gestione”

download - CopiaNon ci siamo fatti sfuggire nessuna opera d’Arte, anni fa abbiamo scelto consapevolmente di non accettare la donazione del mecenate Alfredo Paglione per via degli esorbitanti costi che avrebbe comportato, oltre 600 mila euro. La nostra città non aveva e non ha spazi da destinare a tale scopo e questo Giammarco Marcone lo sa bene. Noi non abbiamo mai cambiato idea su questo argomento, questa amministrazione ha altre priorità su cui investire e ha scelto di puntare sull’incentivazione della ricettività turistica facendo leva sulla storia, sui beni monumentali e ambientali di Atri. Una cifra così alta per un Museo contenente grafiche (non acquerelli, dipinti e sculture) di illustri nomi del panorama artistico internazionale non era e non è nelle nostre possibilità”. Con queste parole l’Assessore alla Cultura al Comune di Atri, Domenico Felicione, replica alle polemiche diffuse a mezzo stampa dal gruppo consiliare Atri Civica.

 

Come abbiamo già spiegato in passato (vedi repliche pubblicate dai giornali fino al 2015) – aggiunge Felicione – non è stato possibile realizzare il museo delle grafiche, donazione Paglione, per tre ordini di motivi. Il primo riguarda la location: il piano superiore del museo civico Tascini De Albentiis, per volontà del donatore, espresso nell’atto di donazione, deve essere utilizzato per il museo archeologico. Il secondo motivo riguarda i costi per la sua realizzazione e istituzione, questi come detto ammontavano a oltre 600mila euro. In un periodo di grande crisi economica reperire tale somma è stato impossibile. Perché Basilico, che ha amministrato la città in un periodo fiorente dell’economia, non è riuscito a reperire i fondi necessari per l’istituzione del museo? Il terzo motivo è che l’Amministrazione Comunale di Atri e la sovrintendenza hanno espresso la volontà di ampliare il museo archeologico, reperendo tutti i reperti della nostra città, sparsi nei vari musei d’Abruzzo, per dotare Atri di un grande museo archeologico e rispettare la volontà testamentaria”.

“Si tratta solo di polemiche sterili che vanno avanti dal 2008 sull’argomento – aggiunge il sindaco di Atri Piergiorgio Ferrettinoi rispondiamo sempre allo stesso modo, non abbiamo cambiato idea. L’unico ad aver cambiato posizione sull’argomento è Marcone che oggi difende la posizione Basilico mentre da sempre ha appoggiato l’idea dell’amministrazione di cui ha fatto parte per 10 anni. Inoltre, va precisato che il critico d’arte Vittorio Sgarbi dal palco di Piazza Duomo dal quale è intervenuto qualche settimana fa non ha fatto alcun riferimento a Paglione, come invece sostengono Marcone e Basilico”.

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