Atri Civica replica a Felicione: ha detto no alle opere di Paglione senza chiedere in Giunta. Spesi 800 mila euro senza risultati.

Leggiamo con stupore la risposta alla nostra nota sulla donazione del mecenate Paglione non accettata dall’amministrazione comunale e ci corre l’obbligo di fare alcune puntualizzazioni.

Anzitutto va precisato che la scelta di rinunciare a tale lascito non è mai stata oggetto di Paglione-Alfredodiscussione in seno  alla giunta comunale ma frutto di una decisione unilaterale presa dall’assessore alla cultura Felicione, il quale, parla di una somma pari a 600.000,00 euro per la gestione logistica di tale patrimonio artistico, aggiungendo, inoltre, di avere rifiutato tale proposta in favore della scelta riguardante l’incentivazione della ricettività turistica.

In altre parole, Felicione dice di avere scelto di puntare sull’albergo diffuso già inserito ben cinque anni fa nei nuovi strumenti urbanistici costati ai cittadini oltre 500.000,00 euro e che nulla hanno prodotto, dimenticando, però, che da cinque anni a  questa parte (come pure nel quinquennio precedente) non è stato speso neanche un centesimo per lo sviluppo dell’incentivazione turistica, tant’è vero che, ad oggi, in Atri non esiste neanche il barlume di un sistema turistico degno di questo nome.

Le somme ingenti gestite in questi anni dall’assessorato cultura e turismo (800.000,00 in 10 anni) sono servite esclusivamente per acquistare format proposti da terzi, da assemblare nell’ambito di un cartellone di manifestazioni che fungeva da completamento dell’offerta turistica dei villeggianti costieri, ma nulla hanno creato, men che meno nel settore turistico che, al contrario, meriterebbe priorità assoluta.

Felicione, inoltre, omette colpevolmente di riferire che la soprintendenza archeologica di Chieti, ancor prima del suo avvento, aveva predisposto un progetto di alta definizione degno delle opere da esporre nelle sale del palazzo De Albentiis – Tascini con il coinvolgimento della Fondazione Tercas per il relativo finanziamento, e che mai vi è stata da parte sua o di chi per lui l’intenzione di discutere con lo stesso Paglione riguardo alla possibilità di una rivisitazione del progetto, facendo sì che il mecenate a quel punto scegliesse di esporre le proprie opere a Chieti.

Purtroppo si fa finta di non capire la nostra disponibilità a riprendere un serio dialogo con Paglione (amico stimato di Sgarbi come da quest’ultimo ricordato durante la manifestazione organizzata nell’ambito dell’Atri Cup di cui vi invitiamo a rivedere il video) perché, evidentemente, il discorso in questione non rientra tra le priorità dell’Assessorato alla cultura.

Caro Felicione, ci sentiamo di darle un consiglio: la smetta di arrampicarsi sugli specchi ed impari ad assumersi la responsabilità delle scelte amministrative attinenti alle sue deleghe senza scaricare sugli altri le colpe dei suoi errori, del resto, non può essere che quando c’è da prendere le critiche la colpa è di tutti, mentre quando bisogna prendere gli elogi e, soprattutto, salire sui palchi il merito è solo dell’assessore di riferimento.

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