Il mio Sindaco. Quello che va dormire e pensa che nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare

Mentre la politica lancia i suoi strali e si accusa reciprocamente su cose fatte (male) o non fatte, con una campagna elettorale scandita da comizi e riunioni, in città come nelle periferie, vorrei da queste colonne indicare il mio Sindaco per la prossima legislatura quinquennale che avrà inizio fra pochi giorni, successivamente alle elezioni del 10 Giugno. Il mio Sindaco non è il primo cittadino ma l’ultimo! Quello che si deve accorgere del passo di chi resta indietro, che deve indicare una via ma essere come il padre di famiglia che spegne la luce in casa rimboccando le coperte ai figli più piccoli. Il mio Sindaco sta in mezzo alla comunità. Non vive solo dentro il Palazzo, curvo sulle scartoffie di una burocrazia farraginosa e inutile, ma vive ogni giorno nei posti più disparati della sua città, dalla scuola alle fabbriche, dalla periferia all’ospedale. Viaggia e vive con gli altri, specie quelli che non hanno più un lavoro, una casa, un pezzo di pane. Respira gli umori e gli amori della propri


sindacoa gente, non vive nell’iperuranio della chiacchiera: si confronta con i problemi, con i cassaintegrati, con le mamme giovani e i figli senza una vera famiglia alle spalle. Il mio Sindaco affronta problemi concreti, batte i pugni sul tavolo della Provincia e della Regione, per far riaprire la nostra Cattedrale quanto prima, sistemare le strade , riportare reparti  e personale in Ospedale. Il mio Sindaco se ne frega dei tecnici, dei burocrati e del patto di stabilità che impedisce di rispondere a chi lo ha votato  e non, perché sia i primi che i secondi sono concittadini e hanno gli stessi diritti. Pagano le tasse, lavorano come bestie per far quadrare  i conti a fine mese, rinunciando anche ad una pizza il fine settimana pur di far andare i figli a scuola. Il mio Sindaco quando indossa la fascia tricolore ed è vicino al gonfalone della città, è orgoglioso e legittimato a dire la sua, indipendentemente da quello che pensano gli altri. Il mio Sindaco quando va a dormire sa che ha fatto tutto, senza risparmiarsi per gli altri, e chiudendo gli occhi pensa che nessun giorno è sbagliato per provare a cambiare.

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