E’ difficile credere  a quello che è successo mercoledì 30 Maggio al Teatro Comunale di Atri, dove la nostra redazione aveva invitato il 23 Maggio scorso con e-mail e telefonate i quattro candidati sindaco ad un pubblico incontro con la cittadinanza.  Un dibattito pubblico e non chiuso nelle stanze, per dialogare, confrontarsi e incontrarsi con i cittadini che dovranno scegliere, decidere e dare il proprio voto a chi sarebbe riuscito a dare risposte e guadagnarsi la fiducia. Comprendo che avevamo chiesto troppo, specie a chi non è abituato a confrontarsi con il cittadino, chiamato solo a pagare tasse, subire strade impraticabili, parcheggi introvabili, scuole insicure, crisi economica e commerciale, regressione del reddito e speranza zero di trovare un lavoro. Capisco che forse era troppo sperare nella partecipazione di chi per 10 anni ha ricoperto un ruolo di assessore alla pubblica istruzione, ottenendo ottimi risultati, ma che evidentemente non è abituato al confronto aperto, pubblico e senza censura. Capisco Ugo Giuliani, chiamato al ruolo di candidato sindaco nelle fila del Pd, con alleanze “civiche” che hanno dato luogo alla lista “Prima Atri”, il cui impatto con il numeroso pubblico sarebbe stato traumatico, non per mancanza di argomenti, ma per solidarietà all’assente numero uno(in ordine cronologico di diniego) Massimiliano Concetti (M5S). Mi aspettavo da quest’ultimo non solo la sua partecipazione, peraltro confermata via mail solo qualche giorno prima, ma una serata nella quale, davanti ad un palcoscenico così eccezionale e numeroso (che non vedrà mai più) avrebbe potuto ostentare la sua “verginità” politica, additando gli altri a  responsabilità o peggio omissioni, portando a casa un risultato determinante. Invece no, tutto questo non è successo. E’ successo che vi fosse solo Giammarco Marcone (Atri Civica) , al quale non ho potuto chiedere nulla, non per mancanza di argomenti, ma per vuoto di “democrazia partecipata”, termine caro ai pentastellati, i quali grazie(?) alla loro assenza hanno determinato la doppia assenza di Ferretti e Giuliani, i quali hanno scritto nella mail di diniego che” non avrebbero partecipato al confronto per l’assenza del candidato del M5S”.  Si tratta come è facile capire di un pretesto vero e proprio che non trova nè può trovare alcuna giustificazione. E’ comodo accodarsi ad una assenza e cercare di sabotare un dibattito pubblico e democratico, svolto davanti ai cittadini e senza effetti speciali e banchetti al seguito. Il vero compito di chi si candida risiede nel puntuale e rispettoso impegno davanti agli elettori, ai quali, comunque vada il 10 Giugno, debbono risposte, altrimenti farebbero meglio a starsene a casa e godersi la “pace” di una poltrona e di una tv, senza nutrire ambizioni per le quali non si hanno le qualità. PS. Mi risulta da fonti autorevoli che il M5S piuttosto che partecipare al dibattito pubblico, abbiano preferito un incontro in una frazione, davanti a quattro amici al bar. Se fosse così, abbiamo capito tutto, purtroppo.elezioni_2017_0

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