Si legge, egregio Assessore ed altri rappresentanti interessati, che l’Assessore Regionale alla Sanità, dr Silvio  Paolucci, abbia presentato ufficialmente il “Piano di Riorganizzazione Regionale della Rete Ospedaliero e relativi DEA”. Inutile diviene considerare che il sistema sanitario regionale sta facendo acqua da più parti, o comunque non sta rispondendo alle aspettative di chi e coloro che in questi 5 anni ci hanno messo profondamente la mano, e si evidenziano pertanto: costi di esercizio aumentati, difficoltà sempre più palesi nel soddisfare la domanda, sia di diagnostica strumentale, che quella di  adire a visite di controllo nei termini  necessari alle patologie, per non parlare poi, delle risposte da dare alle varie richieste di interventi chirurgici per patologie e problematiche varie, che rasentano l’insicurezza  al cittadino, tanto è, che per molte questioni, si affidano  alla “mobilità passiva” extra regionale, per risolvere problemi e problemini, che potrebbero facilmente trovare soluzioni in loco, in Abruzzo, e nelle ASL di riferimento, o meglio, nei presidi Ospedalieri  attivati,  e nelle UUOOD, che ben sovvengono alle necessità loro richieste, ma che per lo più, non possono esercitarle per il blocco di posti letto (che è veramente una ingerenza all’attività autonoma organizzativa del servizio, della UUOO, che pur sentendosi in possibilità di ulteriori prestazioni, non si possono attivare ulteriormente, se non in soprannumero (e lo debbono giustificare), e nel mentre sussistono camerate, ospedali, quasi vuoti, che potrebbero invece dare risposte ulteriori alla domanda, invece che assistere, ripeto, ai viaggi della speranza, alla immane costruzione deficitaria della  “mobilità passiva”. Ed oltre, alla non volontà di ricoprire posti vacanti in organico, in UUOOS o Dipartimentali, in particolare Divisionali, di assistenza diretta (Medicina Generale, di Geriatria, e di Lunga degenza, nonchè di quelle di Chirurgia Generale, di Ortopedia Generale e di Urologia, e quant’altro è possibile esprimere con le UUOOS, o/e soprattutto a valenza Dipartimentale.

Quindi, Le chiedo, anche formalmente, di dare la possibilità di esprimere queste autonomie organizzative e di possibilità  prestazionali, al fine di rispondere veramente a quella efficienza e qualità che per voi, il n° delle prestazioni, la statistica, esprime qualità ed eccellenza, ma non permettete poi di portare avanti questi numeri, queste qualità ed anche queste eccellenze, almeno per il 90% delle patologie, direi chirurgiche oltre che diagnostiche. Ed allora, se è questo, che si dia facoltà di incrementare la statistica, i numeri, ovviamente sempre a vantaggio dell’esperienza e della urgenza  nelle prestazioni da erogare. Ovviamente, non dimenticando  le strutture per acuti e cronici, come le UUOOC o Dipartimentali, che vanno a significare, in quasi tutti gli Ospedali presenti in Abruzzo realtà significative.

Ed inoltre, mi va di segnalare, ancora una volta su queste pagine, ma come si giustifica, secondo voi, la presenza di una UTIC a Giulianova, distante da quella espressa dal Presidio Ospedaliero di Teramo, che ha: l’UTIC, la Emodinamica, e la Cardiochirurgia, ed il tutto posto ad appena 3-5 minuti di macchina da questo Presidio, ed essere questo Servizio, come struttura, ritenuto “non a norma”, e nel contempo, invece, lasciare, non ATTIVO, l’ex UTIC di Atri, con un reparto a norma (l’unico delle 3 nell’ASL teramana), con attrezzature  dovute, e che, il cui personale, medico e non, fino a qualche anno addietro, si esprimeva al massimo, ed in concorrenza  anche con Teramo, e soprattutto con quella di Giulianova, con le attività precipue all’UTIC, cioè: stabilizzazione degli infartuati o meno, ecosonde esofagee,  monitoraggio 24, su 24,applicazioni di Pace Marker, molto più di Giulianova , aveva il Primario nella sua Sede, poi trasferito d’imperio a Giulianova, ed esercitava anche un’attività di “angiografia cardiaca, per l’accertamento e la possibilità di interventi d’urgenza di angioplastiche estremamente urgenti”, avendone attrezzature ed una sala dedicata, con apparecchiature dedicate, radiologiche etc. e questo, ovviamente, si  potevano eseguire, in piena emergenza cardiologica per il territorio, dell’Area Vasta, nella piena responsabilità, allora del dr Ciampini, il tutto rientrando in un territorio comprendente, le ripeto, ben 24 Comuni, dalla Val Fino,alla Val Vomano, da Roseto a Montesilvano, a Città SA ed Elice ed anche  Penne.  Direi, la 5 Provincia d’Abruzzo, circa 250 mila abitanti. Oggi, e non da oggi, questa area, è lasciata ai tempi  del caso, che sicuramente, sia la sicurezza, che la certezza di idonei interventi, appaiono alquanto incerti, oppure a forte rischio, proprio, escludendo quel criterio da Lei sempre espresso sul calcolo dei numeri e della distanza, che nella emergenza cardiologica è fondamentale per salvaguardare la vita delle persone (si dice 20 minuti al massimo). Quindi, Le chiedo, ancora una volta, di esprimere  concretamente, a prescindere  dal campanilismo di cui sono portatore, di riattivare l’UTIC ad Atri, distogliendola a Giulianova, sicuramente e strategicamente meno  attrattiva rispetto a Teramo, e per il territorio, e che lo stesso di Giulianova possa rappresentare , attualmente, una inutilità, stante appunto ad appeospedale (2)na 3-5- minuti da Teramo che rasenta spreco ed incertezza operativa.

E questo, come più volte segnalato, ma su cui non ritorno per il momento, vale  tutto il discorso per il ripristino in Atri del Punto Nascita, giacché, si è ampiamente dimostrato che il territorio della ex ULSS di Atri, per il 95%, esprime maggiore scelta e possibilità strategica, verso sia Chieti, e per Pescara, ovviamente intasando queste realtà oltre il limite consentito, e mettendo fortemente a rischio la sicurezza, proprio quella che Lei ha più volte espresso come concausa delle sue  avversate decisioni in merito, e che ripristinandolo ad Atri, si ripristinerebbe la sicurezza, e la tranquillità operativa di Chieti e Pescara, e, soprattutto, delle mamme e dei bambini. In attesa di considerazioni, cordiali saluti,

Annunci