Atri, sulla vicenda dell’ufficio del Giudice di Pace la minoranza non apre bocca

Atri, sulla vicenda dell’ufficio del Giudice di Pace la minoranza non apre bocca

Sulla vicenda dell’ufficio del Giudice di Pace di Atri si è scritto abbastanza anche se quello che sinora è emerso lascia intendere che qualcuno al suo interno, la cui responsabilità è tutta da verificare dagli organi deputati, avrebbe commesso alcune leggerezze o peggio ancora delle omissioni, tutte da dimostrare ovviamente. Ciò posto sul piano politico è evidente che c’è un clamore non indifferente. Sinistra Italiana vuole vederci chiaro andando sino in fondo, così come Liberi e Forti che invoca una maggiore “trasparenza” domandando  come sono andate le cose. E’ alquanto singolare che a chiedere i dettagli della vicenda  siano due soggetti, uno politico  e l’altro del mondo dell’associazionismo, mentre tace chi occupa i banchi dell’opposizione. Un silenzio assordante  sul quale, se non fosse solo per evidente e palese incapacità di ricoprire il ruolo di cane da guardia che in democrazia spetta alla minoranza , sorgerebbe un dubbio: come mai tanta quiete in merito ad una vicenda che riguarda  un ufficio  così importante per la collettività? La risposta ci sarebbe, ma la lasciamo volentieri ai cittadini, i quali hanno capito da che parte sta la minoranza: da nessuna parte, del tutto inesistente.


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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