Dipendenti del Centro Unico di Prenotazione delle Asl lettera aperta di Mario Marchese
Pubblichiamo di seguito la lettera aperta di Mario Marchese, già Sindaco di Atri e presidente del Comitato Difesa Ospedale San Liberatore di Atri
“Si sente dire, si lamenta da parte dei lavoratori interessati, che i nuovi “VINCITORI” dell’appalto UNICO REGIONALE per la gestione UNICA dei vari CUP delle 4 ASL, nonché dei DD.SS.SS e dei Poliambulatori, direi di fatto: “LA NUOVA GESTIONE”, sta formalizzando “ACCORDI” che vanno a ridurre, ridimensionare, direi fortemente le “ORE” pro-capite per i lavoratori interessati, presenti in queste strutture, molti da oltre 10 anni, se non oltre, e con stipendi veramente miseri. Come viverci con tali somme? Con 600-700 Euro mensili? Se passano tali proposte? (Seppure!!).
Cosa fanno i vari DG? E, dell’ASL di Teramo in particolare? Che ne pensa, Egregio dr Di Giosia? Pensa che sia una cosa accettabile questa proposta?Queste proposte? Cosa dicono le OOSS e la RSU? Aziendale? Accettano tutto questo? Con ridimensionamenti e paghe da fame? Oppure stanno prendendo, giustamente, le loro posizioni ostatitive al nuovo gestore? Ma datosi che nulla si sente, non vorremmo che le cose appaiono poi: “O PRENDERE o LASCIARE !!” , al nuovo gestore?
Egregio Signor Sindaco, Presidente, sarebbe opportuno interessarsi di tutto questo presso la Direzione Generale dell’ASL di Teramo, che hanno, e coinvolgono comunque, lavoratori di Atri, alle loro dipendenze, presso il CUP di Atri, senza contare ovviamente anche gli altri posti nei tre Presidi Ospedalieri, Poliambulatori e DD.SS.SS, sussistenti nell’ASL di Teramo.
“Cose queste anche di competenza e di interesse, Signor Sindaco, del Comitato Ristretto dei Sindaci dell’ASL di Teramo, di cui Lei fa parte come Sindaco di Atri”.
Dico, almeno dite la vostra nelle sedi opportune a tutela di questi lavoratori che appaiono in balia dei “venti di guerra” del nostro centro destra regionale e le loro scelte politiche a livello delle 4 AA.SS.LL Abruzzesi.
Scelte che determinano conseguenze a livello periferico verso lavoratori interessati, i quali vedono decurtarsi risorse e non reggono più ormai ai costi della vita quotidiana, altro che farsi una famiglia o fare figli con questi chiari di luna, vero cara Meloni? Pardon Marsilio?
Prima li hanno ficcati lì, in nome di voti e consensi nei vari cupifici, stante che non sono per concorso le assunzioni, ma a “chiamata”, poi si ritrovano stipendi da fame, e decurtati nel tempo, così come sembra stia avvenendo in questa nuova gara vinta da un nuovo gestore, si dice del meridione….
Non sarebbe il caso di intervenire? Per ristabilire uno “STATUS QUO”, pre gara?
E non a ribasso? Come si sente dire, e cioè, ripeto, con “MENO ORE per ogni LAVORATORE a settimana?”
Sono certo che le OOSS Confederali si stiano muovendo, interessando alla questione, almeno cedo. E’ loro materia statutaria !!!
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