Atri, Sinistra Italiana denuncia il mancato accesso ai documenti sul disavanzo del Comune
Il coordinatore locale di Sinistra Italiana, Gianluigi Antonelli, in una nota inviata alla stampa denuncia la mancata risposta degli uffici comunali di Atri in ordine alla richiesta di accesso avanzata al riguardo del disavanzo delle casse di Palazzo Acquaviva. “Il giorno 17 aprile 2025 abbiamo inviato una PEC al Comune di Atri per richiedere, nei termini di legge, un accesso civico generalizzato ad atti pubblici fondamentali per fare luce – come già preannunciato sulla stampa – sull’enorme disavanzo ereditato dalle giunte Astolfi-Ferretti” scrive Antonelli.
La richiesta riguardava documentazione giuridicamente rilevante su residui attivi conservati e residui attivi eliminati, copie degli atti con cui è stata sancita l’inesigibilità di accertamenti risalenti a più annualità, e ogni altro atto di pubblico interesse utile a comprendere il reale stato delle finanze comunali. Una richiesta legittima, fondata sul principio di trasparenza, e motivata da una situazione di predissesto..
A oggi, oltre 30 giorni dopo, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Il Comune ha ignorato completamente la nostra istanza, dimostrando ancora una volta un totale disprezzo per la trasparenza e per il diritto dei cittadini a conoscere come vengono gestite le risorse pubbliche. Per questo motivo, ci siamo visti costretti a presentare istanza di riesame al Difensore Civico Regionale in data 28 maggio 2025.
È legittimo domandarsi: perché questo silenzio? Cosa si cerca di nascondere? L’atteggiamento ostruzionistico dell’amministrazione appare ancora più grave alla luce delle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Ferretti già oggetto, nei giorni scorsi, di un nostro esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica.
Non ci fermeremo, spiega Antonelli, continueremo a chiedere chiarezza, perché riteniamo che i cittadini di Atri abbiano il diritto di sapere chi ha determinato il disastro finanziario che ha portato il Comune al baratro e ora li costringe a pagarne le conseguenze.
Conclude la nota di Gianluigi Antonelli: “è un atto di violenza passiva, un modo indignitoso di usare il potere conferito dal ruolo istituzionale che non ci impedirà di fare luce.”
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