Manfredi, ‘in Abruzzo situazione drammatica nelle carceri’
Il presidente della Corte d’Appello di L’Aquila, Aldo Manfredi, ad apertura dell’Anno giudiziario, nella sua relazione ha definito “Insufficiente, rispetto agli obiettivi conclamati, ma comunque segnale di attenzione per il gravoso problema della condizione carceraria, il cosiddetto “decreto carceri”.
“Sullo sfondo – ha evidenziato – resta la drammatica situazione del sovraffollamento degli istituti di pena che ha parte importante di responsabilità della inaccettabile piaga dei suicidi di persone detenute (anche questo distretto ha registrato il suicidio di detenuto), ma anche di agenti di polizia penitenziaria, su cui ancora una volta si è omesso di intervenire in modo radicale. Certamente utile è comunque la previsione di nuove assunzioni, l’intervento sulle procedure di liberazione anticipata, che da procedimento attivabile su istanza dell’interessato diventa nella quasi totalità dei casi procedimento che si attiva d’ufficio, così come la previsione di un rito semplificato per i ‘liberi sospesi”. Condivisibili le misure volte a migliorare le condizioni di vita in carcere ( ad es. ampliamento delle possibilità di corrispondenza telefonica) e quelle finalizzate ad ampliare le possibilità di accoglienza e reinserimento sociale dei detenuti, con la istituzione presso il ministero della Giustizia di un elenco delle strutture residenziali disponibili ed idonee alla accoglienza di coloro che sono in possesso dei requisiti per accedere alle misure penali di comunità, ma non hanno disponibilità di un domicilio idoneo o versano in condizioni socioeconomiche di precarietà. Sarebbero necessari interventi radicali e di complessivo ripensamento del trattamento sanzionatorio e delle modalità di esecuzione, ma l’intervento legislativo in questione può rappresentare un punto d’inizio per affrontare quello che è un gravoso problema di adeguamento a canoni di civiltà”.
Per quanto riguarda il sovraffollamento, la situazione degli otto istituti carcerari abruzzesi (di cui due di massima sicurezza a L’Aquila e Sulmona, e una casa di lavoro a Vasto) vede un aumento dell’8%, essendo presenti alla data del 30 giugno 2024 ben 1.908 detenuti (1.765 lo scorso anno), di cui 1.332 definitivi e 56 internati. Permangono i gravi disagi per i molti internati affetti da patologie psichiatriche; la Rems di Barete, competente per le regioni Abruzzo e Molise, ha visto l’ingresso di 12 nuovi pazienti e la dimissione di 13; al 30 giugno 2024 erano presenti in 16, con una lista d’attesa di 10 persone. Le case di reclusione di Sulmona, L’Aquila e Teramo, ferme le gravi e note difficoltà nell’attuazione di progetti lavorativi (anche interni), proseguono nella proficua esperienza di fruizione di corsi universitari in adesione al Protocollo sottoscritto sin dal 2021 con l’Università di Teramo; i detenuti iscritti sono 55 (44 lo scorso anno), di cui molti ergastolani.
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