San Liberatore, quasi 2 milioni di prestazioni erogate ai pazienti nel 2023. Aumentati i ricoveri
Aumenta sempre di più la domanda di servizi e prestazioni nell’Ospedale San Liberatore di Atri, come dimostrano i dati relativi ai vari comparti in cui vengono erogati prestazioni ambulatoriali. Nella tabella, aggiornata al 2023, spicca il dato in assoluto del laboratorio analisi dove dal 2018 al 2023 c’è stata una costante crescita, salvo una leggera flessione nel il periodo pandemico (2020). Parliamo di 914 mila prestazioni nel 2018 che sono diventate nel 2023 quasi 1 milione e duecentomila passando per oltre un milione nel 2020 nonostante le numerose restrizioni sanitarie e di spostamento. Un bacino molto vasto quello del San Liberatore che si allarga continuamente anche ai comuni della costa pescarese oltre ai tradizionali riferimenti del teramano e dell’entroterra come dimostrano i dati che ci offrono le varie discipline mediche all’interno del nosocomio. La sola terapia fisica è passata da 68.117 servizi erogati nel 2022 a 73.636 nel 2023 con un balzo in avanti di circa cinquemila accessi. In anatomia patologica si registrano 19346 erogazioni al pubblico mentre in cardiologia i pazienti serviti sono 23.330 contro i 26mila del 2018, una flessione fisiologica anche in funzione di alcuni servizi non più disponibili e la mancanza di cardiologi. In questo reparto allo stato non esistono più posti letto e, contrariamente a quanto annunciato dai vertici della ASL di Teramo all’indomani della conclusione della pandemia, non è stato mai riaperto. Uno schiaffo all’intero territorio del nosocomio che prima poteva servirsi di una struttura eccellente. Cresce il ricorso al centro salute mentale che supera cinquemila accessi e avanza di quasi duemila unità dopo il periodo Covid, in conseguenza di alcune patologie emerse in tale contesto. Nel centro trasfusioni, donatori e allergologia si è passati dai 20mila del 2018 a 16mila dell’anno scorso con un calo sensibile mentre in chirurgia per le prestazioni ambulatoriali i sanitari hanno seguito quasi 10mila pazienti l’anno scorso con una crescita rispetto al 2022 di duemila unità. Anche la diabetologia registra numeri record di accessi con quasi 25mila prestazioni erogate nel 2023 e una conferma costante che viene dal 2018 a dimostrazione della qualità del lavoro svolto nel reparto. L’endocrinologia, attualmente diretta dalla dottoressa Valeria Montani nell’ultimo anno ha seguito 35.384 pazienti aumentando il numero delle prestazioni pre-covid che erano di 34.237 unità. Nell’unico centro regionale abruzzese della fibrosi cistica, il dato è di 1540 accessi con un incremento considerevole rispetto agli anni passati così come nella gastroenterologia che supera di gran lunga il 2022 attestandosi a 3832 pazienti curati. Tocca quasi 9mila pazienti le prestazioni ambulatoriali offerte in medicina lungodegenza e fisioterapia respiratoria raddoppiando il dato del 2019 mentre la nefrologia e dialisi conserva il trend positivo negli anni attestandosi a quota 24.341. Un altro reparto di grande affluenza da molti centri, anche fuori regione, è l’oculistica del dottor Paone che nel 2023 ha visitato oltre 11mila assistiti con un incremento rispetto all’anno precedente e la conferma del trend positivo degli anni passati come segnale per gli uffici di via Circonvallazione Ragusa di Teramo della importanza strategica e professionale del centro. Pur non essendoci più il reparto l’odontoiatria ha numeri di tutto rispetto con 833 pazienti curati e in ripresa rispetto al triennio precedente mentre sale in modo consistente il numero delle prestazioni in oncologia che passa da 1419 del 2018 a 2039 del 2023, segnale di una perdurante e crescente diffusione di malattie del settore. Quasi 3mila donne nel solo 2023 hanno fatto ricorso al servizio di ginecologia le cui prestazioni sono aumentate rispetto agli anni passati e la cui provenienza dei pazienti sconfina fuori provincia. Cure e visite in crescita anche nell’ortopedia ambulatoriale che tocca quasi 14mila pazienti medicati e seguiti dallo staff sanitario del reparto diretto dal dottor Fasciani. Nell’otorinolaringoiatra sono quali 3mila le prestazioni ambulatoriali erogate nell’anno scorso mentre in pediatria, dopo la soppressione del reparto, il servizio accorpato con quello di auxologia registra 3188 accessi in netta crescita rispetto al 2022 dove le prestazioni non superavano 2mila e in netto calo rispetto al 2018 dove invece i piccoli che necessitavano di cure erano oltre 4mila. 371 sono invece le richieste di encefalogramma nel 2023, un dato quasi dimezzato rispetto al 2019 e in linea con il 2022. Di segno opposto il ricorso al pronto soccorso del San Liberatore, i cui pazienti provengono spesso anche dalla provincia di Pescara, con 26462 accessi nel 2023 e un netto aumento rispetto al 2022 di quasi duemila unità. Un servizio, quello del pronto soccorso, che necessita di maggior numero di personale alla luce della richiesta di prestazioni e cure sempre in crescita. Prenotazioni per la radiologia in grande crescita come dimostrano i dati, con 65087 esami svolti nel 2023 anche in questo caso con numerosi pazienti provenienti da altre province per la maggiore velocità nell’accesso al servizio. Nota dolente per il reparto di anestesia e rianimazione, dove mancano gli anestesisti che impediscono anche ai reparti di svolgere con maggiore frequenza interventi chirurgici. Mentre nel 2018 le prestazioni viaggiavano sopra i 3mila oggi sono scesi a poco più di mille, con conseguenze negative per liste d’attesa di chi deve sottoporsi ad un’operazione. In terapia fisica i numeri ci confermano una crescita esponenziale che tocca 73.665 prestazioni nel 2023 in aumento rispetto al 2022 mentre nel servizio ambulatorio dietetico, operativo dal 202, le cure sono state prestate a 65 richiedenti. Di gran lunga più richiesto è il servizio di urologia al quale hanno fatto ricorso nell’anno 2023 ben 6394 pazienti contro i 4773 dell’anno precedente. Un quadro complessivo che ci offre una fotografia con varie sfumature sullo stato di salute del presidio ospedaliero diretto dal dottor Marino Iommarini che merita, dalla politica e dalla dirigenza sanitaria provinciale e regionale, una maggiore attenzione e considerazione in ragione della strategica posizione e soprattutto dell’alto numero di assistenza offerta ai cittadini.
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