Atri, parla l’ex assessora Mimma Centorame: non mi pento di aver detto di no a Marsilio
Mimma Centorame, libera professionista e da sempre impegnata in politica, dopo aver ricoperto numerosi incarichi in seno all’amministrazione comunale come assessore e quella di presidente del Consiglio dell’Assise Civica, nonostante un buon risultato personale alle ultime elezioni di giugno con 405 preferenze è fuori dalla nuova giunta. Come mai?
Mi sono avvicinata alla politica nel 2018 da circa 6 anni. Ho avuto la possibilità di ricoprire sia il ruolo di amministratore che di Presidente del Consiglio Comunale. Formare una Giunta è sempre complicato, intervengono diverse variabili e non sempre il numero di preferenze avute, l’esperienza acquisita in campo hanno la predominanza. Nel nostro caso sicuramente ha influito il fatto di cercare di coprire con la Giunta quasi tutto il territorio comunale ed anche le richieste dei partiti politici.
In occasione delle elezioni regionali di primavera lei sarebbe stata corteggiata a più riprese dal presidente Marco Marsilio per una candidatura in Fratelli d’Italia, partito al quale è iscritta, e avrebbe risposto negativamente. Forse è questo il motivo della sua estromissione dai ruoli di governo della città?
Il Presidente Marsilio voleva la mia candidatura. Lo ringrazierò sempre per questa possibilità che mi ha dato. Io però ho fatto altre valutazioni. Vengo da una formazione professionale in cui è importante lavorare in gruppo; il risultato finale prodotto dal gruppo è più rilevante della somma dei singoli contributi che ciascun partecipante potrebbe produrre da solo. Quindi avendo già il mio gruppo di maggioranza individuato la persona da sostenere, ho ritenuto utile non candidarmi. Ad oggi, guardandomi indietro non saprei dire se è stata una valutazione giusta o sbagliata, sicuramente ho capito che le dinamiche della politica sono molto diverse da quelle aziendali. Per quanto riguarda il discorso Giunta, sicuramente ha influito il fatto di non aver seguito le richieste del partito.
Fratelli d’Italia per la prima volta ha ottenuto nelle scorse elezioni comunali ben quattro consiglieri eletti, due dei quali assessori, Domenico Felicione e Emanuela Di Francesco. Un successo storico per il suo partito che stenta però fare un congresso ed eleggere un segretario. Ci spiega il motivo?
Fratelli d’Italia è un partito che è cresciuto tanto, grazie anche a nuove adesioni. Ad Atri attualmente non c’è un Circolo organizzato con un segretario. Non c’è quindi una corrispondenza precisa tra i cittadini (iscritti a FDI) e numero di consiglieri eletti di FDI. Avere un circolo strutturato sarebbe utile in quanto dovrebbe avere il compito di analizzare i problemi del territorio e stabilire un dialogo costruttivo con la Regione per riportare Atri, città storica ricca di arte e cultura, con un presidio ospedaliero importante, ad una centralità nella politica regionale abruzzese.
Da fonti attendibili ci risulta che abbia avuto un confronto acceso con il sindaco Ferretti all’indomani della nuova giunta. Cosa è successo?
Non ho avuto un confronto acceso con il Sindaco; ho avuto sicuramente un forte senso di delusione, dettata anche dal fatto che i cittadini mi avevano comunque ridato fiducia. Sento fortemente la responsabilità verso di loro e il territorio di appartenenza; mi sarei aspettata sicuramente una maggiore attenzione da parte del gruppo di maggioranza. Ma ripeto la politica segue altre dinamiche.
Lei ha avuto un grande numero di voti nella frazione di Casoli dove vive ed è molto conosciuta, cosa le chiedono i cittadini del posto? Quali sono i problemi di una frazione molto grande?
Le frazioni, e quindi anche la mia Casoli, vogliono sentirsi parte integrante della Città Ducale. Basta pensare a tutte quelle iniziative che le associazioni presenti nelle frazioni fanno per portare avanti le tradizioni. Il male più grande è creare competizione tra le singole frazioni. Lo sviluppo e la crescita delle frazioni significa una crescita di tutto il Comune. Ecco che quindi le vie di comunicazioni, quindi le manutenzioni delle strade sono fondamentali, il trasporto, le scuole, le strutture sportive e sociali, le attività economiche. Le frazioni vogliono e devono mantenere la loro vitalità. Casoli in particolare ha ancora delle zone che da tempo aspettano la realizzazione delle fognature; inoltre è molto sentita la questione ambientale e di gestione sostenibile dell’area industriale. Importante è anche la valorizzazione del lungo Fiume Vomano. Esso è parte integrante del paesaggio e dell’identità della comunità di Casoli.
In più occasioni lei ha dichiarato di poter fare a meno della politica avendo un lavoro ed un’azienda da portare avanti. Forse ha pensato di mollare tutto politicamente parlando?
Iniziare a fare politica a quasi cinquant’anni lo si fa solo per passione. Nel mio caso la passione è verso il mio territorio. Penso inoltre che aver sempre lavorato, imparato a gestire problemi, sicuramente è un valore aggiunto.
C’è stato un momento in cui ho pensato di lasciar perdere. Ma poi, ho riflettuto: ciascuno di noi è parte di questa realtà, di questa collettività e ha l’obbligo morale di contribuire per il suo miglioramento. Una cosa che non ci piace può essere cambiata, ma servono per questo tanto impegno, energia positiva, onestà e non ultime le competenze.
Per concludere, se dovesse tornare indietro, con il senno del poi, quali errori politicamente parlando non farebbe più?
Penso che rifarei gli stessi errori, in quanto le decisioni vengono indirizzate dai valori personali. I quali sono una parte importante del modo in cui ognuno di noi vive la propria vita. Sono parte fondamentale della nostra identità.
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