Atri al voto, le proposte di Giammarco Marcone per cambiare la città. ” Serve discontinuità”

Atri al voto, le proposte di Giammarco Marcone per cambiare la città. ” Serve discontinuità”

Giammarco Marcone, la sua lista “Prospettiva Atri” come intende affrontare il delicato tema della situazione in cui versa il San Liberatore, nel quale, a seguito della pandemia sono stati accorpati e in alcuni casi cancellati reparti come la cardiologia?

Come cittadini e rappresentanti politici seppure di minoranza, dopo le ondate covid e la trasformazione dell’ospedale per ben due volte in Covid Hospital, ci saremmo aspettati un giusto ristoro per i sacrifici fatti dal personale medico e paramedico del nostro ospedale, come peraltro annunciato anche dall’allora Presidente del Consiglio Regionale Sospiri successivamente riconfermato nel suo ruolo dopo la vittoria del centro destra alle scorse elezioni regionali. Invece, nonostante le promesse, il risultato è stato il ridimensionamento in servizio ambulatoriale con eliminazione dei rispettivi posti letto dei reparti di cardiologia e di pediatria e, dulcis in fundo, con l’approvazione della legge regionale di riforma della rete ospedaliera, peraltro votata anche dalla candidata consigliera comunale Rompicapo all’epoca consigliera regionale, anche il declassamento dell’UOSD (unità operativa semplice dipartimentale) di oclustica considerato un fiore all’occhiello del nostro ospedale con numerosissime prestazioni, in semplice servizio senza posti letto. Occorre recuperare la centralità del ruolo del Sindaco di Atri all’interno del comitato ristretto dei Sindaci per far sentire alta la voce della comunità atriana e far comprendere l’importanza strategica che il nosocomio atriano riveste non solo nella provincia di appartenenza ma anche rispetto agli utenti della provincia di Pescara.

 

Tra le priorità enunciate in varie occasioni pubbliche ha sottolineato la grave crisi occupazionale in cui versa la nostra città. Ci può dire quale rimedio intende porre atteso che ad Atri l’attività produttiva delle fabbriche è cessata?

Atri sta vivendo una grave crisi occupazionale, soprattutto giovanile, che nasce dal fatto che le imprese non ritengono attrattivi il nostro nucleo industriale ed artigianale in quanto non inclusi nella ZES (Zona Economica Speciale) che consente, di contro, di ottenere incentivi e vantaggi fiscali per i nuovi insediamenti produttivi. Se Comuni come Roseto degli Abruzzi, Notaresco e Mosciano sono riusciti a cogliere questa importantissima opportunità mentre Atri no, nonostante in Regione governasse il centro destra, ciò significa che i nostri amministratori, a differenza di quelli degli enti inclusi, non sono stati all’altezza della sfida che li attendeva. Pertanto, il lavoro da fare sotto questo punto di vista, oltre al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e di trasporto, sarà quello di far sì che il polo industriale ed artigianale di Atri possa essere incluso nella ZES.

 

La sua lista, salvo qualche nome, è per lo più fatta di neofiti. Non le sembra troppo rischioso, qualora dovesse vincere le elezioni, avere una maggioranza e una giunta con poca esperienza amministrativa e politica?

Assolutamente no, la nostra lista è un perfetto mix di persone in grado di dare la giusta esperienza e competenza politica oltre che professionale, e di giovani che oltre all’entusiasmo ed alle idee porteranno al servizio della comunità i loro indiscussi valori umani e professionali. Del resto la situazione di Atri è sotto gli occhi di tutti e crediamo che sia arrivato il momento di dare, senza paura alcuna, un forte segnale di discontinuità amministrativa.

Le frazioni sono state da sempre considerate di poco conto nella vita dell’amministrazione cittadina, vuoi per un retroterra culturale vuoi per scarsa attenzione, fatto salvo quando si vota dove alcune come Fontanelle e Casoli possono valere la vittoria. Cosa propone in tal senso?

Le frazioni dovranno tornare ad essere le porte d’ingresso dalla città ducale e tutte allo stesso modo tutte dovranno avere le opportune attenzioni che forse, negli anni passati, in alcuni casi sono mancate. Occorrerà soprattutto avviare un importante lavoro di ricucitura del tessuto sociale che in questi anni è stato lacerato anche da atteggiamenti divisivi.

 

Turismo, viabilità, parcheggi, accoglienza. Quattro temi uniti tra di loro in un solo ed unico filo conduttore che si chiama economia locale, crescita, fatturato. Qual è la sua ricetta per far decollare la città nel panorama regionale e nazionale?

Occorre lavorare attraverso una forte campagna di marketing per far conoscere Atri fuori dai confini puramente locali, partecipando alle fiere nazionali (BIT) e promuovendo il più possibile il “brand Atri” ed il suo importantissimo patrimonio artistico, architettonico, culturale e paesaggistico anche attraverso il posizionamento di opportuni cartelli pubblicitari lungo il tratto autostradale ed all’uscita del casello Atri – Pineto. Tra le tante cose, abbiamo in mente di realizzare un percorso delle torri (Cattedare e Capo d’Atri) come punti di osservazione oltre a quello ciclo pedonale che dalla contrada Cagno – Reille consenta ai cicloturisti e non solo di ricollegarsi alla via Adriatica. Vogliamo programmare la riqualificazione delle fontane storiche di Atri ed avviare un confronto con la città di Firenze per un gemellaggio in ragione della santa patrona condivisa. Vogliamo rilanciare, di concerto con l’ente ecclesiastico proprietario, il museo capitolare di Atri tra i più ricchi d’Abruzzo oltre agli altri importanti musei presenti nella nostra citta quali l’archeologico, l’etnografico (oggi chiuso per mancati interventi manutentivi) e quello dell’antica filanda.

 


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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