Addio a Gabriella Verna, storica impiegata delle Poste e sorella del giornalista Giovanni. In tanti all’ultimo saluto ad Atri
La sera del 24 gennaio scorso, un infarto miocardico ha stroncato la forte fibra di Gabriella Verna, impiegata postale a riposo. Nata il 13 giugno 1942, dal Comm. Avv. Santino Verna, Sindaco di Atri negli anni della ricostruzione postbellica e Liberatina Taraborelli, venne alla luce proprio nel momento del passaggio della processione di S. Antonio di Padova, davanti casa.
Entrò nella scuola elementare delle Vincenziane nel 1947, e fu dolorosamente segnata dalla prematura
perdita della mamma, la vigilia di Natale del 1951. Diplomata ragioniera, nell’ITC “A. Zoli” di Atri, fresco di
istituzione, dopo una breve parentesi lavorativa alla Coldiretti di Teramo, fu assunta alle poste della
stazione centrale di Pescara nel 1985, per passare, l’anno seguente, alle poste centrali della città
dannunziana.
Fu sempre pendolare, ogni giorno, da Atri a Pescara, e nel 2001 ottenne il riavvicinamento alla città ducale, con il trasferimento a Silvi Marina, dove rimase fino al pensionamento, nel 2006. Legata politicamente alla DC, pur non esercitando mai attività in prima linea, fu sempre testimone dei valori umani e cristiani, sul sentiero dei padri del cattolicesimo popolare, Moro, Zaccagnini e La Pira.
Verso il 2000 si intensificarono i problemi motori, collegati ad una stenosi, e a partire dal 2017,
cominciarono vari incidenti domestici che furono il Calvario di Gabriella, accettato sempre cristianesimo e
con il sorriso sulle labbra. Seguiva ogni giorno il Rosario dalla Grotta di Lourdes, e ammirava, durante la
preghiera, i mosaici della Basilica del Rosario, evocazione del rinnovamento artistico-liturgico di Beuron.
L’ultima caduta portava la data della festa di S. Stefano. Era stata portata in ospedale, ma nel primo
pomeriggio era tornata a casa. Gabriella è stata punto di riferimento per i genitori, la zia, il fratello, la
sorella, la cognata e i nipoti. Ogni tanto parlava di morte, forse le sue conversazioni riguardavano più il
camposanto che il ciclo pittorico del Delitio. Ma ne parlava cristianamente e sempre illuminata dalla
memoria di tutti i trapassati.
Le esequie sono state celebrate il 26 gennaio, nella Chiesa di S. Nicola, dove fu celebrato il matrimonio dei genitori, nel lontano 1936, e dove il papà e la mamma furono esequiati. La liturgia ha avuto largo concorso di popolo, parenti e amici, provenienti anche da comuni vicini. Ora riposa nella parte nuova del camposanto di Atri e con tutti i cari ci assiste dal Paradiso.
SANTINO VERNA.
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