Addio a Pietro Iezzi, l’imprenditore venuto dal nulla che ha fatto grande la sua azienda di cucine
La scomparsa di Pietro Iezzi, meglio conosciuto in città, come Pietrino, segna la fine di un’epoca di imprenditori che partendo dal niente hanno realizzato nella città Ducale aziende di livello internazionale portando occupazione e ricchezza in un territorio dove la vocazione dell’impresa era tutt’altro che scontata. Nato in una famiglia di modeste capacità economiche, Pietrino ebbe l’intuizione di costruire cucine con il marchio del suo cognome e venderle a terzi, specie alle aziende che pubblicizzavano sulle tv nazionali il proprio brand. Una scelta non facile atteso che gli acquirenti delle famose aziende reclamizzate con volti noti della televisione non affidavano lavori a terzisti qualsiasi ma erano esigenti e pretendevano prodotti di qualità. Una scommessa che Pietrino vinse a pieni voti esportando in tutto il Mondo il suo prodotto mettendo in rete, nelle fiere più importanti del settore, in Italia e all’estero, le sue cucine componibili, generando una forte domanda tanto da richiamare l’attenzione dei maggiori leader del mobile. Egli era una persona cordiale, gentile, sempre con una battuta ironica al punto che anche nella Milano degli anni 80 e 90 sorprendeva gli interlocutori per via della sua proverbiale e irresistibile dialettica semplice e genuina. Non un imprenditore come tanti, ma una persona con una grande dose di umanità, forse anche troppa. Girando per le autostrade italiane per motivi di lavoro, mi capitava sovente di incontrare camion con il marchio “Iezzi Cucine “ e la scritta sottostante “Atri” e la cosa non mi lasciava indifferente. E’ noto a tutti che i mobili si costruiscono nella vicina regione delle Marche, specie nell’area nord confinante con la Romagna, e Iezzi era un’eccezione nel territorio teramano con le sue bellissime cucine che avevano il fascino e il calore di una casa accogliente. La sua è stata una storia ricca di soddisfazioni e successi per l’intero comprensorio e la città e chi vi ha lavorato deve rendergliene merito e conto. Anche solo con il pensiero.
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