“Violenza di genere, un pool di magistrati per intervenire tempestivamente” Intervista al Procuratore della Repubblica Ettore Picardi

“Violenza di genere, un pool di magistrati per intervenire tempestivamente” Intervista al Procuratore della Repubblica Ettore Picardi

Il Procuratore della Repubblica di Teramo, Ettore Picardi, alla guida dell’ufficio giudiziario da circa due anni, traccia un bilancio dell’anno 2023 facendo il punto della situazione sui reati consumati e sulle indagini svolte nei dodici mesi dal pool di nove magistrati che lo affiancano. Picardi, di origine campana, è entrato in magistratura più di trent’anni fa e si è occupato di molti casi delicati e mediaticamente risonanti, tra cui il delitto di Melania Rea quando era sostituto ad Ascoli Piceno con la condanna del marito della vittima a vent’anni di reclusione.

Procuratore, l’anno che si chiude com’è stato per la Procura teramana?

I dati post pandemici in termini statistici ci consegnano un 2023 con fenomeni criminali abbastanza in linea con le tendenze nazionali, fatta eccezione per un recente caso di omicidio all’interno del nucleo familiare avvenuto a Teramo.

E sul fronte della violenza di genere e di reati contro le donne?

C’è una situazione di emergenza crescente sia pure senza omicidi o lesioni gravissime, anche se sono diversi i casi di maltrattamenti in famiglia ed episodi di stalking a cui seguono misure cautelari che vengono prese, sia quelle coercitive che interdittive , nonché il divieto di avvicinamento, che vedono questa materia assolutamente preponderante con una percentuale attorno all’80% dei provvedimenti richiesti e ottenuti grazie al lavoro di una task-force di magistrati che si occupano del fenomeno.

Esiste ancora una sorta di resistenza da parte delle vittime a denunciare?

Gli strumenti normativi che negli ultimi quindici anni sono stati adottati hanno contribuito a fare emergere gran parte del sommerso, ovvero quei fenomeni che restavano tra le mura di casa o non venivano denunciati per diverse ragioni. Non sono in grado di dire con esattezza se sono aumentati i maltrattamenti in famiglia o violenza di genere o siamo riusciti a farli emergere più frequentemente atteso che in passato esistevano solo i reati di molestie e minacce, casi isolati, per i quali erano previste solo sanzioni pecuniarie senza un reale risultato. Oggi abbiamo invece una sensibilità accresciuta con delle modifiche sostanziali grazie all’introduzione del divieto di avvicinamento che porta a risultati anche rapidi. Questo ha incoraggiato le vittime a venire allo scoperto e denunciare gli autori, pur esistendo ancora molte sacche di resistenza e in alcuni casi davanti al giudice molte donne, con il passare del tempo, tendono a ritirare la querela, dove possibile, o ritrattare le dichiarazioni rese in sede di denuncia adducendo motivazioni come riappacificazione con l’autore del delitto o chiarimenti.

Come saprà il fenomeno dell’infiltrazione della malavita organizzata, mafia, camorra e ndrangheta, non hanno risparmiato la nostra regione. Qual è la situazione nella provincia di Teramo?

Conosco molto bene il fenomeno della criminalità organizzata non solo per l’esperienza alla Procura di Teramo ma soprattutto in quella della Procura Generale alla Corte d’Appello de l’Aquila. Il silenzio non significa che il fenomeno malavitoso non esiste ma che non viene fuori. Sono di due tipi i fenomeni dell’infiltrazione mafiosa, alcune con attività dirette nel territorio che probabilmente non riguardano questa provincia ma una parte diversa della regione. Per quanto riguarda il teramano il rischio maggiore è quello del riciclaggio, l’impiego di beni particolari per nascondere l’origine criminosa dei proventi e la ricostruzione del passaggio di denaro non sempre è facile con gli strumenti odierni. La fascia costiera dei comuni confinanti con le Marche costituisce un fiore all’occhiello della regione in termini economici e si presta anche a operazioni non del tutto chiare come nel caso delle ristrutturazioni con il super bonus dove sono stati svolete indagini con la lente di ingrandimento delle Forze dell’Ordine.

Cosa ne pensa della riforma della giustizia paventata dal Ministro Nordio in fatto di separazione delle carriere e delle pagelle ai magistrati?

Credo fortemente nella separazione dei poteri ed è giusto che la politica faccia il suo, fermo restando che se tutto funzionasse in modo giusto credo che politica sarebbe soddisfatta di una magistratura incisiva non solo per i reati comuni ma anche per quelli commessi dai pubblici ufficiali o dai colletti bianchi. E’ arrivato il momento di una pacificazione tra il potere giudiziario e quello esecutivo anche perché esiste una diffidenza reciproca. E’ vero che ci sono magistrati politicizzati come è altrettanto vero che esistono politici che hanno problemi che non vogliono far emergere, questo a fronte della maggior parte dei colleghi che svolgono correttamente il proprio dovere senza alcuna dipendenza politica. Sulla separazione delle carriere esiste già una norma che blocca di fatto il passaggio dalla magistratura giudicante a quella requirente e il transito dall’uno all’altro non supera il 2%. Un problema che non esiste. Sulle pagelle ai magistrati esiste già un sistema di verifica che avviene ogni quattro anni da parte del capo dell’ufficio. Certo potrebbe essere migliorato, su questo sono d’accordo.

Come è messo in termini di organico la Procura di Teramo?

Sono nove i sostituti procuratori oggi in servizio all’ufficio ed è in linea con il nostro flusso di lavoro. Quello che è carente è il personale, basti pensare che abbiamo solo tre unità per magistrato quando nelle altre procure del distretto ce ne sono cinque. Complessivamente abbiamo 31 unità, alcuni dei quali andranno in pensione nel 2024, a fronte di una previsione che dovrebbe essere nella pianta organica di 48. Purtroppo, allo stato, non ci sono buone notizie in questa direzione e non vediamo alcuna iniziativa per risolvere il problema.

Dopo circa due anni dal suo arrivo che giudizio ha di questo territorio e della sua gente?

Mi trovo bene e sono particolarmente soddisfatto di avere al mio fianco persone che lavorano alacremente, dai sostituti alla polizia giudiziaria passando per il personale tutto. Mi piace molto provincia e questa città e spero che si riprenda dal sisma del 2017. Apprezzo molto il modo di essere degli abruzzesi e come meridionale trovo delle affinità sia pure con le dovute distinzioni. E’ una regione poco conosciuta rispetto a quanto meriterebbe.

Ettore Picardi oltre che essere un magistrato è uno scrittore di poesie e non solo. Come nasce questa passione?

Scrivere per me è una necessità, perché in questo lavoro vediamo la patologia della società sia in materia civile che in quella penale. Credo che avere un’attività artistica che non porta via molto tempo e che aiuta a rinfrescare l’anima serva mantenere un certo equilibrio e comprendere che la vita non è solo quella che leggiamo nei fascicoli ma c’è molto di più. Scrivo da circa quindici anni e amo molto il teatro, due passioni che consiglio a tutti, specie a chi vede la cultura da un lato pesante.  Colgo l’occasione da queste colonne per fare gli auguri di buon Natale e di buon anno a tutti i lettori del giornale .


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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