“Verrà la notte”, il genere Noir/pulp nell’ultima fatica di Giampiero Margiovanni
Nicolò Manni è uno scrittore di successo lontano da anni dalle luci della ribalta. La sua carriera è ormai in declino, soffre d’insonnia ed è tormentato dai sensi di colpa a causa del suicidio del suo migliore amico. Passa le sue giornate fumando erba e girovagando per la città in attesa di una notte che non sembra arrivare mai. Una serie di incontri surreali e alcune pessime scelte porteranno Nicolò a sprofondare nei cunicoli più bui delle sue paure e del suo dolore, aggravando in maniera irreversibile la sua condizione, tanto da arrivare a rischiare la vita in più occasioni. Per salvare la pelle sarà costretto a rivedere le proprie scelte e a tradire nuovamente sé stesso e la promessa fatta al suo migliore amico. La sinossi di “Verrà la notte” (Il Viandante, 240 pp, 17,00 €), ultima fatica editoriale di Giampiero Margiovanni, scrittore di Atri classe ’90, induce a una riflessione, a cui fa seguito una speranza. La riflessione. La narrativa è terreno arduo, che solo chi conosce può praticare. Oltre alle varie tecniche (anche della scuola Holden) l’approccio può essere più gentile con un passato in altri generi. Ed in questo Margiovanni è stato solerte perché, dopo “I sogni nelle lacrime” (2017, 2023), e il pop new generation in Ossa (2019), questo romanzo non potrà che confermare la crescita di Giampiero. La speranza. L’Abruzzo ha nomi che nella narrativa hanno raggiunto le vette nazionali. Mancava il genere Noir/Pulp, ed eccoci serviti, sperando bene ed incrociando le dita.
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