Atri, intervista al sindaco uscente Piergiorgio Ferretti. “Nella squadra molte conferme e nuovi innesti con nomi di grande professionalità”

Atri, intervista al sindaco uscente Piergiorgio Ferretti. “Nella squadra molte conferme e nuovi innesti  con nomi di grande professionalità”

Cinque anni fa presentò un programma molto articolato e dettagliato con vari focus che abbracciavano temi di grande attualità, come lavoro, turismo, sanità, fusione dei comuni, parcheggi e infrastrutture pubbliche. A fine mandato quali dei temi messi in agenda  sono stati portati a termine?

Gli obiettivi raggiunti sono molteplici e vanno visti in un’ottica di lungo respiro atteso che la pandemia ha stravolto e in alcuni casi rallentato l’azione del nostro programma. Come saprà sul tema del lavoro abbiamo messo in cantiere alcune proposte che il secondo mandato, qualora gli elettori me lo accorderanno con il proprio voto, entreranno nel vivo. Si tratta di una strategia che la piattaforma comunale metterà a disposizione dei giovani in particolare, i cosiddetti nativi digitali, ai quali guardiamo con molta attenzione, senza trascurare le persone adulte che il lavoro lo hanno perso e per le quali avvieremo forme di ammortizzatori sociali finalizzati alla riconversione del proprio saper fare. Turismo e sanità sono al centro del mio impegno e sul fronte dell’accoglienza abbiamo avuto numeri di gran lunga superiori agli anni passati dopo la ripresa delle attività post covid. Così come per il San Liberatore, non ho mai smesso di tenere alta l’attenzione e il fronte comune con la collettività ci consentirà di riportare il nosocomio a livelli degni del suo nome, del suo passato e del personale che ogni giorno lavora con grande passione e dedizione e al quale rivolgo un particolare pensiero di stima e ringraziamento. Da ultimo, ma non meno importanti, sono le opere pubbliche per le quali in questi anni, come il buon contadino, abbiamo seminato e i frutti si vedranno a breve. Sia in città che nelle frazioni, senza trascurare nessuno e nulla. Quanto alla fusione dei comuni il lavoro è iniziato e tutti gli attori, da Pineto a Silvi, hanno pari dignità per un accordo complessivo che sia proficuo per l’intero territorio.

Il bilancio comunale, come ebbe a scrivere nel programma per la candidatura, era al centro della sua “missione” con l’obiettivo di recuperare crediti non riscossi e alimentare le casse dell’ente con la vendita di beni immobili. A che punto siamo?

Gli enormi sforzi fatti in questo primo mandato hanno prodotto i primi risultati e ancora molto c’è da fare in termini di vendita di immobili non più necessari all’Ente. Per la riscossione di tributi abbiamo intrapreso l’azione più efficace con ingiunzioni e dove necessario, azioni esecutive, al fine di scoraggiare l’evasione nel rispetto di chi paga le tasse  per il buon funzionamento dei servizi.

L’albergo diffuso è stato un progetto senza successo forse perché Atri non è piccola come un paese né grande come una città. Quale può essere una strategia vincente per valorizzare il patrimonio culturale e storico  creando  un indotto economico ?

Atri non è un piccolo borgo, come molte realtà che sono divenute “albergo diffuso” ma una città vera e propria e l’operazione non era appropriata alle caratteristiche di una realtà in cui il turismo, la storia, il patrimonio culturale e le bellezze del suggestivo luogo storico offrono. Il progetto prevedeva la partecipazione dei privati alla cessione dei beni immobili del centro storico e questo non è avvenuto perché i proprietari delle mura preferiscono gestire la compravendita autonomamente. Aggiungo inoltre che la nostra città ha una vocazione altamente turistica e attrattiva e di conseguenza il mercato immobiliare potrebbe tornare a crescere.

Non le sfugge sicuramente che la lenta e costante emorragia demografica verso la costa sia un dato di fatto. Tra le ragioni l’assenza di lavoro, punto che aveva rimarcato in programma. Come invertire la rotta?

Si tratta di un dato generalizzato che riguarda piccole e medie realtà ma che nel nostro caso è sanabile con alcune azioni in programma nel prossimo quinquennio e per le quali chiedo la fiducia dei cittadini. Purtroppo la curva discendente non è degli ultimi anni ma è un tratto costante di almeno un ventennio perché Atri è percepita come una cittadina interna nonostante abbi il mare a 8 chilometri così come il casello autostradale della A/14. Il nostro obiettivo è quello di rilanciare il patrimonio storico e culturale perché funga da attrazione

Scuola, un argomento a lei moto caro. Non c’è dubbio che i due poli scolastici siano un fiore all’occhiello per la città ma il famoso convitto scolastico da creare nel palazzo Cicada che fine ha fatto?

Il Convitto scolastico è una risorsa e dopo moltissimi anni abbiamo predisposto una serie di attività volte alla realizzazione del progetto. Non meno interessante è stata la riqualificazione del palazzo Cardinale Cicada nel quale oggi ci sono molte aule che accolgono centinaia di studenti ogni giorno e al suo interno presto partirà anche una nuova palestra. Sempre nell’edificio di San Domenico, sono stati inseriti diversi uffici e sedi di associazioni per dare vitalità ad una zona che sino a poco tempo fa viveva senza un cuore pulsante. Mi permetto di dire a quanti sostengono che io sia un sindaco monocorde, focalizzato solo sull’istruzione, che non è così e sfido  chiunque a provare il contrario datosi che i compiti del primo cittadino di una comunità come la nostra sono molteplici e che ricevo ogni giorno molte persone per le più disparate esigenze.

Turismo: Porta Santa, un privilegio della città Ducale non sfruttato adeguatamente. Lei parlò nel 2018 di una “risonanza nazionale” che non c’è stata. Non le sembra che su questo si sia fatto poco vista la grande occasione per Atri?

L’apertura della Porta Santa è una delle più importanti manifestazioni religiose e turistiche per la promozione del nostro territorio ma la pandemia ha impedito per ben tre anni la celebrazione del rito. Non vi è dubbio che sull’evento bisogna puntare di più coinvolgendo tutte le associazioni locali, attività commerciali e operatori in generale per costituire una straordinaria opportunità di crescita e sfruttarne tutte le potenzialità anche attraverso una cassa di risonanza mediatica più ampia.

Sanità: il San Liberatore soffre di una lenta agonia  e la cura non è adeguata. La pandemia ci ha messo del suo ma il dopo non è mai arrivato. Perché questa indifferenza della classe politica a livello regionale, tra l’altro, di destra?

La politica è stata poco attenta a livello regionale al nostro ospedale e ho rivendicato nelle sedi opportune una maggiore attenzione al San Liberatore che in occasione della stagione pandemica ha dato il meglio di sé, con uomini e donne che si sono impegnati senza risparmiarsi, giorno e notte, senza curarsi dei turni di lavoro e delle giornate di riposo. Un esempio di grande attaccamento al presidio ospedaliero e ai pazienti che giungevano numerosi ogni dì. Non smetterò mai di ringraziarli uno ad uno, di ricordare la grande passione e l’amore per il prossimo che hanno dimostrato. Dal canto mio ho chiesto maggiore  rispetto verso la struttura alla direzione generale della Asl di Teramo, fermo restando la mancanza dei medici e degli anestesisti sia un fatto generalizzato nella sanità pubblica.

Il suo sfidante è il dott. Alfonso Prosperi, sostenuto da una coalizione di centro sinistra. Che partita si aspetta e se crede che l’unità delle opposizioni sia un vantaggio o un punto debole per lei?

La  competizione elettorale è sempre una sfida interessante e prova ne fu quella di cinque anni fa dove ebbi più di un candidato contrapposto alla mia candidatura con l’affermazione della mia lista. Gli elettori sono molto attenti alle promesse, e tanto sono campate in aria, con ambizioni e sogni irrealizzabili, tanto più sei penalizzato. Il mio successo nel 2018 fu merito di una squadra che espose il progetto ed il programma in modo chiaro e semplice senza illudere i cittadini. La tornata elettorale di maggio mi permetterà di illustrare i risultati ottenuti in questi cinque anni e i progetti a breve termine che sono già in fase di avvio. Il doppio mandato non è altro che la possibilità di realizzare quanto progettato e i primi cinque anni, nonostante la grave situazione sanitaria,  sono serviti a mettere mattone dopo mattone le prime opere la cui definiva edificazione avverrà dopo la prossima investitura.

Come sarà composta la sua squadra e quali sono eventuali nuovi elementi rispetto alle elezioni del 2018?

La scelta dei candidati che comporranno la lista è in fase di chiusura e salvo qualche eccezione per esigenze personali ci sono diverse conferme e dei nuovi innesti che rispecchiano la società civile, fortemente connotata da diverse figure di altissimo valore e   professionalità.

Lei si è sempre definito un sindaco “civico” senza alcuna tessera di partito. Non si sente orfano di un riferimento politico ?

I candidati della mia lista sono trasversalmente legati a varie formazioni politiche, da Fratelli d’Italia alla Lega passando per Forza Italia e altre formazioni del centro destra.  Quanto a me posso dire che di referenti ne ho moltissimi, e sono i cittadini che ogni giorno incontro, con cui parlo e per i quali mi batto e mi batterò per dare loro una risposta sempre all’altezza delle attese.


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Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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