Atri, dopo il rifiuto di Gabriella Liberatore il centro sinistra al bivio sulla candidatura per le comunali 2023. Sul tavolo Marcone e Zippilli

Atri, dopo il rifiuto di Gabriella Liberatore il centro sinistra al bivio sulla candidatura per le comunali 2023. Sul tavolo Marcone e Zippilli

Siamo arrivati alla fine del 2022 e di botti, politicamente parlando, non se ne sentono né se ne vedono. Molte implosioni e zero esplosioni. Imploso il tavolo del centro sinistra, già in parte traballante di piedi che lo sostenevano, dopo la rinuncia di Gabriella Liberatore in quota Azione, nome che compariva tra quelli più accreditati, restano in ballo quelli di Cesare Zippilli e Giammarco Marcone. Questo a quanto è dato sapere in superfice, ovvero alla pubblica opinione e alla stampa. In realtà si lavorerebbe, non di certo di comune accordo, perché il tavolo è privo di commensali da alcuni mesi, su altri nomi per i quali diversi esponenti politici regionali e nazionali di riferimento del Pd e di Azione starebbero cercando una valida alternativa da proporre prima di Natale con la speranza che dentro il panettone ci sia anche lo spumante per brindare a una soluzione finalmente condivisa. Sul campo restano i nomi di Carmine Cellinese, presidente ACI di Teramo e ben conosciuto in città in cui è nato. Egli non ha un’etichetta politica addosso, anche se non mancano i corteggiatori persino a Teramo dove l’appuntamento elettorale non è lontano e il medico di base con sede a San Nicolò a Tordino è stato sollecitato a entrare in lista. Invito che ha rimandato al mittente per ovvie ragioni di appartenenza territoriale. Le candidature di “piazza” sono diverse e si va da una libera  professionista a un avvocato, entrambi senza un volto e senza sponsor.  Tuttavia la strada resta in salita, a quanto c’è dato sapere, atteso che la trattativa intrapresa molti mesi orsono è ben lontana dal pervenire a una soluzione, anche se qualche esponente di rilievo delle forze politiche interessate si dice ottimista. Resta il fatto che a oggi non solo non c’è un nome del candidato, un programma alternativo serio e una lista ma si rischia, come accadde nel 2018, che qualche mese prima del voto, fissato tra maggio e giugno del prossimo anno, vengano fuori due liste da contrapporre a quella del centro destra, cosa che non potrebbe che favorire la riconferma di Piergiorgio Ferretti. Quest’ultimo ha dichiarato che la sua lista sarà stilata con molte novità, alcuni nomi eccellenti esclusi e qualche rinuncia come nel caso dell’attuale vice sindaco Domenico Felicione che di campagne elettorali sulla propria pelle ne conta molte. Il sindaco com’è risaputo è senza un partito, dopo l’addio a Forza Italia e non avrebbe alcuna voglia di affibbiarsi addosso un’appartenenza politica e continuerebbe il suo percorso da “civico” inserendo nella campagna elettorale alcuni esponenti della società civile presi anche dal mondo della scuola nella quale è molto inserito come docente e profondo conoscitore dei colleghi.  Qualcuno paventa anche una peggiore ipotesi: che non si arrivi ad alcuna lista e che nell’urna gli elettori trovino un solo nome da scegliere e una vittoria scontata per l’unico in corsa. Ipotesi che vogliamo immaginare remota e ben lontana da quella che deve essere una sana e democratica competizione elettorale in una città che già nel 2006 registrò la corsa di una sola formazione senza la presenza del centro destra. Sarebbe il male assoluto per una comunità che sta pagando un prezzo molto alto in termini di rappresentanza e visibilità e le conseguenze sono ben visibili a tutti con la discesa costante degli abitanti, le attività commerciali che chiudono sistematicamente e l’Ospedale San Liberatore a mezzo servizio per quel che resta di una struttura che oggi è salva solo per la grande passione e l’amore di chi ci lavora e non certo della classe politica debole da tutti i punti di vista e priva di riferimenti regionali che ne tutelino l’interesse. Siamo ad un punto di non ritorno per la nostra città, cominciando dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, un’occasione che deve essere sfruttata al meglio per invertire la rotta pena un declino inesorabile che riguarda tutti da chi ha una propria attività a chi ci vive, alle famiglie e ai giovani il cui futuro è drammaticamente sempre più incerto. Non è più sufficiente gestire alla giornata la città in modo passivo, occorre un rilancio immediato passando anche da una condivisione dei servizi con altri centri vicini, il cui progetto è in alto mare. Solo una visione strategica e di lungo respiro, ispirata alla crescita, potrà salvarci da un finale pieno di ombre.

Lavocedelcerrano

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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