Alfredo Paglione, il mecenate dell’arte che voleva rendere grande la città Ducale con le opere dei più importanti artisti del mondo.

Alfredo Paglione, il mecenate dell’arte che voleva rendere grande la città Ducale con le opere dei più importanti artisti del mondo.

Ci ha lasciato un grande mecenate abruzzese, Alfredo Paglione, un autentico signore dell’arte e della bellezza, grazie al quale la nostra regione oggi conserva in alcuni comuni diverse opere che egli ha donato. Parliamo di nomi di primissimo piano dell’arte contemporanea che vanno da De Chirico a Picasso passando per Vespignani e Aligi Sassu, senza tralasciare Ernesto Treccani e altri la cui quotazione nel mercato è davvero imponente come ci raccontano le cronache delle principali case d’aste di tutto il mondo. Dopo la chiusura della propria galleria nel 1997 in pieno centro di Milano, Alfredo Paglione ha donato più di 2000 opere d’arte alle città come Vasto, Castelli, Atessa, Chieti e altre ancora seppure minori. A tal proposito occorre ricordare una grande opportunità che fu offerta ad Atri grazie all’interessamento del giornalista Giovanni Verna, amico del mecenate cognato di Aligi Sassu, al quale propose di valutare la possibilità di poter mettere in piedi, d’intesa con il comune di Atri, un museo permanente nei locali che ospita il Museo Archeologico della città Ducale. Il progetto si rivelò interessante per l’opportunità che offriva all’interno del panorama culturale e artistico anche come occasione di attrazione dei turisti tanto che l’allora sindaco Paolo Basilico sottoscrisse come amministrazione comunale l’accordo con Paglione il quale avrebbe donato oltre 300 opere per un valore stimato di oltre due milioni e mezzo di euro, da allocare nelle undici sale del museo archeologico cittadino. Si trattava, senza ombra di dubbio, di un’occasione che avrebbe fatto fare il salto di qualità ad Atri- ricorda Paolo Basilico- sia in termini di qualità dell’offerta per il turismo che per la grande visibilità a livello internazionale che la pinacoteca avrebbe suscitato grazie ai nomi degli autori delle opere. Il proposito ebbe fine con le dimissioni del sindaco Basilico nel 2007 al quale succedette Gabriele Astolfi che non diede seguito all’accordo che avrebbe portato in città la maestosa e imponente galleria.  Anche la Soprintendenza ai Beni Culturali aveva dato il proprio benestare all’idea considerandola una storica occasione per tutto il territorio abruzzese con le conseguenti ricadute positive anche in termini d’introiti economici per le casse del comune in quanto l’accesso alle sale in cui vi era la mostra sarebbe stata a pagamento e non solo, ciò avrebbe creato anche un indotto occupazionale per giovani innamorati dell’arte, con la possibilità di lavorarvi a tempo pieno, anche nel periodo invernale.   Paglione era talmente preso dalla bellezza della città Ducale che in cuor suo coltivava l’idea di donare tutta la biblioteca privata di Aligi Sassu alla comunità per la quale si sentiva una sorta di figlio adottivo. A nulla valsero le sollecitazioni dei consiglieri dell’opposizione, Basilico in tesa, all’allora assessore al turismo e alla cultura Angela De Lauretis, di rivedere il progetto elaborato negli anni passati affinché vedesse la luce e si realizzasse un ambizioso traguardo nell’interesse generale senza pregiudizi di sorta. Non sappiamo quali furono le ragioni di tanta indifferenza verso una così grande opportunità che avrebbe lasciato il segno nella storia della città Ducale ma una cosa è certa: con la dipartita di Paglione resta il profondo rammarico di aver perso un treno che non passerà mai più nelle vie di questo paese in cui la locomotiva, metaforicamente parlando, avrebbe avuto approdi in molti paesi del Mondo dando lustro e notorietà a una città che si definisce “d’arte” ma che talvolta non si cura di esserla. Un vero peccato.

 

Lavocedelcerrano

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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