L’editoriale del mese. Serietà e Dignità
Non voglio tediare i nostri lettori che si godono, chi più chi meno, le meritate e tanto attese vacanze. La villeggiatura, un tempo alla portata di tutti, è divenuta col passare degli anni, sempre di più un ambizioso e a volte inarrivabile obiettivo, per via delle magre disponibilità economiche che si scontrano con la galoppante crescita dell’inflazione oltre alla perdita del potere d’acquisto dei beni di prima necessità. La pasta, il pane, il latte e altri innumerevoli spese per poter fare fronte alle esigenze vitali, come il metano e la corrente elettrica, sono in agenda delle famiglie le quali, a volta, spuntano dove arrivano e segnano, come una volta, ciò che non è realizzabile. La concomitante crisi energetica e la guerra in corso nell’Ucraina, sono un autentico e drammatico problema che si ripercuote sulla nostra comunità con una stenta a far fronte a questa drammatica situazione. Il primo riferimento del cittadino è il sindaco, stretto tra i conti che non tornano e le esigenze di dare una risposta, per quanto possibile, alle attese delle persone in difficoltà. La prossima tornata elettorale del 25 settembre, di cui nessuno avvertiva la necessità, per le ragioni che ho appena ricordato, ci proietta verso un autunno con poche luci e molte ombre. A cominciare dalla scuola, il cui costo del materiale didattico, dai libri agli accessori necessari, è divenuto un vero lusso e che riporta alla luce un sacrosanto diritto allo studio sancito dalla Costituzione specie per la scuola d’obbligo. I ragazzi che accedono alle prime classi, come quelli che entrano per la prima volta nelle scuole superiori, tralasciando l’università che è un traguardo per pochi, si trovano alle spalle famiglie che devono fare in quattro un euro, centellinare ogni spesa e rinunciare a qualsiasi svago, anche quello minimo, per consentire al proprio discendente di accedere, con pari dignità, all’istruzione. Non è cosa da poco specie nei nuclei familiari numerosi, dove talvolta un ragazzo, superata la fase adolescenziale, è costretto al lavoro per dare una mano concreta ai propri congiunti. Situazioni che rimandano ad una progettualità inclusiva a tutti i livelli, dal comune ad altri enti sovraccomunali i quali, è bene dirlo, devono fare di più per creare condizioni favorevoli alla crescita e alla formazione dei giovani. Per quanto esistano strumenti all’uopo, come l’Isee, odioso e farraginoso, non sono più all’altezza di un cambiamento radicale della società e in molti casi non rispondono alle vere esigenze. Sbandierare ai quattro venti una situazione di necessità non è una cosa bella e in moti, per dignità e riservatezza, vi rinunciano, portando sulla tavola un piatto in meno e investendo sui propri figli. Un gesto di grande consapevolezza e civiltà. Non comune a tutti. Sul fonte della sanità, altro capitolo essenziale da tenere nella giusta e opportuna considerazione, il recente incontro in Asl con alcuni esponenti della giunta comunale di Atri, dopo la vicenda delle dimissioni anzitempo di Bruno Raggiunti, dal quale sono emerse rassicurazioni sulla riapertura dei reparti e il bando per la sostituzione del primario della endocrinologia, siamo moderatamente attendisti ma non ottimisti viste le precedenti affermazioni del manager e del direttore sanitario di Teramo. Al San Liberatore manca una difesa “politica” come abbiamo scritto più volte in queste colonne, e per quanto il sindaco sia ottimista, i fatti, ad oggi lo smentiscono, purtroppo. Ferretti è un gran lavoratore e agisce in buona fede, non avendo altri interessi, se non quelli legati al ruolo che ricopre, ma passata l’estate sarebbe opportuno che si rivolga a chi dovrebbe salvaguardare il presidio ospedaliero sia perché ci ha messo la faccia in campagna elettorale (regionali) sia perché ora verrà a chiederci il voto per le consultazioni politiche. I movimenti civici dell’Ospedale si sono sciolti come neve al sole e non sappiamo le ragioni. Il problema c’è e va risolto, senza inutili e dispendiose attese. La salute è un diritto di tutti, anche di chi non ha rappresentanti in regione.
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