Atri, la città piange la morte di Benito Di Francesco storico elettricista del Comune. Cordoglio dell’amministrazione comunale

Atri, la città piange la morte di Benito Di Francesco storico elettricista del Comune. Cordoglio dell’amministrazione comunale

Si è spento a 93 anni uno storico dipendente del Comune di Atri, l’elettricista Benito Di Francesco, il quale, insieme al fratello Pasquale e prima ancora con Vincenzo, è stato per oltre mezzo secolo il punto di riferimento nella città di Atri in materia di manutenzione e controllo degli impianti pubblici dell’illuminazione cittadina oltre che della gestione e manutenzione delle lampade votive dei cimiteri del territorio comunale. Espressioni di cordoglio sono pervenute anche da parte dell’amministrazione comunale di Atri che ne ha ricordato la lunga attività svolta con dovizia e professionalità da Benito Di Francesco. Benito, il secondogenito dei sei figli di mio nonno Emilio e mia nonna Anna, era un ragazzo che aveva una buona inclinazione per lo studio con indirizzo meccanico e vantava ottimi risultati, anche se faticava a frequentare la scuola , vista la carenza di denaro necessario all’acquisto dei libri. Per non gravare sul bilancio della famiglia, già molto risicato, il pomeriggio si recava in una bottega di un artigiano  del posto per guadagnarsi qualche lira e contribuire alle spese. La sua attività di studente provetto  proseguiva anche al ritorno a casa dopo il lavoro pomeridiano, con una candela che ne illuminava i voluminosi testi didattici , al fine di non consumare l’energia elettrica, il cui uso era parsimonioso e riservato all’essenziale.  Anche le sorelle, in età adolescenziale, si diedero al lavoro, senza poter scegliere quale fosse il meno oneroso, atteso che la numerosa composizione della famiglia non lo consentiva e si accontentavano  di  quello che trovavano, giorno dopo giorno.  L’elettrificazione privata e pubblica, in quel momento storico in Atri era in piena espansione e l’idea cadde nel momento giusto, tanto che l’impresa familiare, composta da Benito, Pasquale e Vincenzo Di Francesco,  ricevette da parte del Comune l’incarico di svolgere lavori nelle vie del paese che vedevano i primi lampioni per strada e  il compito di occuparsi anche della manutenzione di essi, oltre alla cura e manutenzione delle lampade votive del cimitero, le quali appena se ne fulminava una, venivano sostituite immediatamente senza aspettare chissà quanto. Nonostante gli acciacchi della vecchiaia egli passava tutte le giornate nel suo laboratorio attiguo alla propria abitazione ammazzando il tempo con attività di riparazione e sistemazione anche di apparecchi elettrici quasi irreparabili ma che solo la sua maestria e passione riuscivano a rimettere in vita. Un chirurgo elettrico e un indomito lavoratore che ci ha lasciato con un filo di respiro nel momento in cui l’energia si dissolveva nel tempo infinito. Ciao zio.

Marino Spada

Direttore Responsabile e Fondatore del Giornale " la Voce del Cerrano"

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