Atri, Consiglio Comunale, Basilico e Marcone alla Presidente Forcella: si dimetta subito

Dopo la bagarre di ieri in Consiglio comunale, non si fa attendere la dura presa di posizione dei consiglieri Giammarco Marcone e Paolo Basilico sulla gestione dell’assise da parte della Presidente Cristina Forcella e sulle parole che avrebbe profferito alla conclusione della seduta. Nella nota diffusa dai consiglieri si legge: da tempo denunciamo le scorrettezze istituzionali che, a ogni utile occasione, la maggioranza perpetra non solo ai danni dei consiglieri comunali, ma di tutti i cittadini dagli stessi rappresentati.

Credevamo che l’apice fosse stato raggiunto quando il Sindaco, con gestualità da osteria, durante la seduta consiliare del 21 gennaio 2021 definì “gufate” le legittime preoccupazioni del consigliere comunale Giammarco Marcone sul destino del presidio ospedaliero di Atri.  Eppure, al peggio non c’è mai fine!

Quel che è accaduto durante il Consiglio Comunale del 1 giugno u.s. è un atto di mortificazione delle prerogative e dei diritti dei consiglieri comunali che nulla ha a che vedere con la presunta regolare applicazione del Regolamento Consiliare. E non solo.

È stato volutamente e maldestramente negato il diritto di parola a chi tale diritto l’ha insito nell’esercizio delle proprie funzioni.

Nel rimandare in chiusura le considerazioni sulle azioni ed esternazioni dell’inadeguata Presidente del Consiglio Comunale, Maria Cristina Forcella, ricordiamo, che il Consiglio Comunale aveva come ordine del giorno la discussione sul Piano sanitario Regionale e le sue ricadute sui servizi del San Liberatore e, data l’importanza del tema, convocato in adunanza aperta. Tipologia, quest’ultima, alla quale il Regolamento del Consiglio Comunale dedica un apposito articolo, e precisamente il n. 41. Che così recita ai commi 1 e 3:  “Quando si verificano le particolari condizioni o rilevanti motivi d’interesse della comunità lo fanno ritenere necessario il Presidente, sentita la conferenza dei capigruppo, può convocare l’adunanza “aperta” del Consiglio comunale, nella sua sede abituale o in altra sede” e “ In tali particolari adunanze il Presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei membri del Consiglio comunale, consente anche interventi dei rappresentanti come sopra invitati, che portano il loro contributo di opinioni, di conoscenze, di sostegno e illustrano al Consiglio comunale gli orientamenti degli enti e delle parti sociali rappresentate”.

 

Al Consigliere Paolo Basilico, è evidente, che la piena libertà di espressione sia stata inibita, proprio dalla stessa Presidente cui spetta, invece, il dovere di garantire.

 

Più volte siamo stati costretti a richiamare la Presidente del Consiglio all’esercizio corretto della relativa funzione, ricordandole che sin dall’assunzione dell’incarico ha dato prova di scarsa conoscenza dei poteri e dei compiti che lo Statuto Comunale le attribuisce, primo fra tutti quello di rappresentare il Consiglio Comunale, tutto e non solo la maggioranza.

 

Eppure, non solo ha sordamente persistito nelle sue condotte, è riuscita finanche a svilire e mortificare magistralmente il ruolo, attraverso esternazioni che, oltre a confermarne l’inadeguatezza, ne smascherano senza appello il pensiero nascosto.

 

A seduta conclusa, forse affaticata dalla difficoltosa gestione dei lavori, non paga, consegna un fuori onda che, per le espressioni contenute, colpiscono per gravità e rozzezza, non tanto il destinatario, ossia il consigliere Basilico, quanto l’universo mondo della disabilità.

 

L’utilizzo di espressioni come “handicappato”, con evidenti finalità dispregiative, oltre a evidenziare la totale mancanza di conoscenza dell’evoluzione terminologica (dal 2001, l’ICF ha introdotto il termine disabilità, intesa come conseguenza di una complessa relazione tra le condizioni di salute e i fattori personali e ambientali) offende quanti si trovino realmente in condizioni di sofferenza.

 

Il fatto che ad esprimersi in tal senso “…segretà…a rovinarmi le serate st’handicappato” sia una Consigliera Comunale, Presidente del Consiglio comunale, fa letteralmente accapponare la pelle!  Così come deplorevole è il commento della Segretaria Comunale, Dott.ssa Serena Taglieri che chiude con un “…ma zittj, che te ne frech” una seduta consiliare che resterà negli annali della storia più buia della nostra Città.

 

Sebbene sia superfluo, data l’evidenza della vicenda, invitiamo la Consigliera Comunale della Lega, Sig.ra Maria Cristina Forcella, a rassegnare le dimissioni e a pubbliche scuse. Ci sembra il minimo per restituire un po’ di decenza a ruoli già ampiamente ridotti a degrado.

 

Alleghiamo lo stralcio del video, anticipando che lo stesso sarà inviato al Presidente della Repubblica, a Sua Eccellenza il Prefetto di Teramo, al Ministro dell’Interno, oltre che alla Commissione per le Pari Opportunità e al Garante dei Diritti delle persone con disabilità.

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