Atri, la volontaria della Croce Rossa Stefania Centorame si fa inoculare il richiamo di AstraZeneca: nessuna paura

Stefania è una volontaria della Croce Rossa Italiana, una come tante, impegnata sin dal primo giorno in cui è arrivata nel nostro Paese la pandemia. Di mestiere faceva la cameriera e si guadagnava  da vivere servendo al tavolo i clienti, questo nel periodo in cui  la vita scorreva regolarmente e non ci accorgevamo di quanto fossimo fortunati. Poi, all’improvviso, per lei, come per altre persone che lavoravano in un locale aperto al pubblico, è stata inibita qualsiasi forma di contatto con gli avventori e il suo datore di lavoro, al pari di altri colleghi, è stato costretto a chiudere ermeticamente le porte. Un brutto momento che però non l’ha messo in ginocchio, grazie alla sua attività di operatrice nel mondo del volontariato, di cui c’era un gran bisogno sia nella prima che nella seconda ondata virale. Cosicchè ha dedicato il suo tempo al fianco delle persone anziane che vivevano in solitudine e ai malati, quelli in isolamento domiciliare. La  passione per questa scelta, che condivideva con il lavoro quando le cose andavano bene, l’ha portata a iscriversi al corso di Operatore Socio Sanitario, qualifica molto richiesta nelle varie strutture del territorio. Grazie alla didattica a distanza che le ha permesso di conseguire il diploma specifico e avviare una nuova  avventura professionale, si è calata ancora più di prima nel servizio del volontariato, con una preparazione e cognizione prima sconosciute. La sua spalla ha ricevuto il primo vaccino, il cui liquido era marchiato dal temuto nome AstraZeneca il 13 Febbraio 2021, mentre svolgeva il tirocinio nel nosocomio atriano all’interno del reparto di Urologia. La 41enne avrebbe dovuto ricevere la seconda dose tra il 6 e il 9 maggio, come del resto coloro che si sono fatti inoculare l’antidoto virale, ma in occasione della giornata dedicata alle vaccinazioni dei pazienti presso il Centro Turistico Integrato da parte dei propri medici, nel finire del mese di Aprile, si è sentita dire da un camice bianco:<<c’è una dose di AstraZeneca, vuoi fare il richiamo?>> . La crocerossina, nonostante l’impatto mediatico negativo assunto dal marchio farmaceutico dopo i casi di trombosi e altre conseguenze spiacevoli, tanto da farne restare in frigo una quantità consistente in tutta Italia, non ci ha pensato due volte e ha accettato l’inoculazione. Una scelta coraggiosa? Ma che-sorride Stefania-è stata una cosa spontanea e non mi sono pentita. Anzi- continua la vaccinata-non ho avuto alcuna complicazione dopo l’iniezione e mi sento benissimo, continuando la mia bellissima attività di volontariato. Un gesto esemplare quello di Stefania, il cui timore non è verso il vaccino tanto criticato, quanto verso la generale, e ingiustificata, diffidenza verso il prezioso liquido il cui scopo è quello di salvare la vita delle persone. E lei, da buona donna in campo a fianco dei malati, né è stata la prima testimone. Orgogliosissima .

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: