Atri, lettera aperta del Sindaco Ferretti al Pd. ” Ai civici non intendo rispondere”

Non voglio rispondere ai gruppi civici che ripetutamente hanno richiesto le mie dimissioni, perdendo di vista la realtà effettuale, ignorando le condizioni sanitarie, suggerendo proposte tese solo a confondere la popolazione senza vergognarsi di lucrare su una pandemia mondiale. Tanta e tale perfidia (cattiveria?!) scoraggia ogni replica. A voi voglio rispondere, anche se dite qualche “sciocchezza”! Vi riconosco la mia stessa passione e il mio stesso attaccamento ostinato per l’Ospedale, ma non dovete insistere per l’ingresso nel piano pandemico perché esso non è consentito dalla normativa nazionale introdotta dal precedente Governo Conte a firma del ministro Speranza. Sapete bene, più di me, che mi state chiedendo l’impossibile dovendo avanzare e sostenere una richiesta contra legem. Eppure sono disponibile, farei di tutto per la salvaguardia del San Liberatore, lo sapete bene, come sapete che sareste smentiti negandolo. Sono disposto a dare fondo, più di quanto non abbia fatto sinora, a tutte le mie energie e possibilità, ma “spiegatelo” prima al ministro Speranza così tignoso da aver fatto un ricorso al TAR contro l’Ordinanza del nostro Presidente della Regione con l’unico scopo di far tornare per un quarto d’ora l’Abruzzo in zona rossa”. Inizia così la lettera aperta a firma del Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, al Partito Democratico locale in riferimento alle richieste legate all’Ospedale San Liberatore di Atri.

Appare paradossale – prosegue la lettera – che mi chiedete che la Regione Abruzzo, in deroga ad una normativa proposta, costruita e approvata dai vostri rappresentanti politici, debba prevedere per l’Ospedale di Atri ciò che il Ministro ha negato. Non addossate a me responsabilità che non posso assumere, non indirizzate contro di me fatti che non vi soddisfano e non soddisfano perché fa male accettarli dopo averli sostenuti. Non distogliete l’opinione pubblica dalla verità. Smettetela anche di chiedere che l’Ospedale CoVid sia confinato nell’ala vecchia del nosocomio lasciando pulita tutta l’ala nuova riservata agli altri servizi ospedalieri: così è stato nella seconda fase, ma la carenza di personale non consente la funzionalità degli altri servizi durante l’emergenza CoVid. Il problema non è la distribuzione degli spazi, ma la mancanza di personale sanitario a livello locale e nazionale. Quindi siate adulti, partiamo dalle singole esperienze e non illudete la popolazione, non riempitevi la bocca di parole vuote che non possono dare forma d una sostanza perché assurde e fuori dalla realtà. Bene la lotta politica contro l’avversario, bene la critica, bene anche le urla che esprimono una dialettica concitata, ma innalzate, però, pilastri etici sul ring dell’opposizione e del pensiero critico. Dite la verità!!! E auspichiamo tutti che la terza ondata già in essere non sia così grave da richiedere il sacrificio del nostro intero presidio e che si possa tornare celermente alla piena funzionalità già in buona fase. Continuiamo a stringerci con i nostri operatori sanitari e con la civiltà e con l’umanità che ci ha contraddistinto in questa esperienza sentiamoci solidali anche con gli operatori sanitari, con gli abitanti di Giulianova e con il suo Sindaco che sta gestendo una situazione che vede quell’Ospedale periferico ancora interamente ed esclusivamente impegnato nella lotta al Coronavirus e all’emergenza. Nel riconoscervi poi che vi siete schierati, anche con tenacia, contro i vostri rappresentanti politici allorquando il nostro presidio si vide privato del punto nascita, non sarà diversamente il mio e il nostro atteggiamento nei confronti dei nostri rappresentanti qualora vi fossero promesse non mantenute. E ne avete avuto già prova!!! Non resta che sperare che questa volta l’esito sia diverso!”.

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