Atri, dal Comune un bonifico di 40 mila euro sul conto sbagliato. La banca aziona il decreto ingiuntivo

Una svista da quarantamila euro nelle casse del Comune di Atri. Una cifra bonificata erroneamente dagli uffici di palazzo Acquaviva ad un fornitore che aveva ceduto il suo credito ad un terzo, la sua banca. Procediamo con ordine. In data 10 Settembre 2010, più dieci anni fa, viene stipulata una scrittura privata tra le parti, autenticata dal notaio De Rosa, per la cessione del credito vantato dall’azienda che ha svolto i lavori per conto del comune della città ducale. In data 22 Settembre, sempre dello stesso anno, l’Ente aderisce formalmente alla predetta traslazione e delibera il 29 Marzo 2011 la somma di euro 63.759,35 all’esecutore dei lavori per la fattura da questa emessa e ceduta all’istituto di credito. La somma venne liquidata in tempi diversi: la prima 19 Aprile 2011 con mandato numero 1574 per un importo di euro 23.579,35 direttamente alla banca che rilascia quietanza della avvenuta riscossione dell’importo. Subito dopo la ditta che aveva inizialmente ceduto il suo credito, invia un fax agli uffici amministrativi del Municipio con il quale comunica la modifica del numero di conto corrente bancario per l’incasso delle ulteriori somme, ovvero la differenza tra quanto pagato e il saldo, per l’appunto quarantamila euro. A seguito della richiesta, dalle casse comunali partono in data Dicembre 2011 e Gennaio 2012 due distinti bonifici verso il nuovo conto corrente indicato dalla ditta creditrice entrambi da 20 mila euro cadauno, ma sul conto corrente diverso da quello oggetto della cessione, ovvero presso la Banca del Fucino. Successivamente viene emesso un nuovo mandato di euro 15.670,55 in esecuzione alla determina  di giunta correttamente erogato alla banca indicata originariamente, la Ifis Spa. Appreso dell’errore in cui era caduto, il Comune conferisce l’incarico legale per il recupero dei crediti nei confronti del beneficiario, il quale , come abbiamo detto, aveva comunicato altro conto corrente. Nonostante l’ottenimento del decreto ingiuntivo del Tribunale di Teramo, non opposto, le successive procedure esecutive hanno dato esito negativo, come si legge nel verbale della delibera del Consiglio Comunale . Ma la vicenda non finisce qui. La banca Ifis con decreto ingiuntivo 193/2020 del 19/02/2020 ha ingiunto al Comune di Atri, a sua volta vittima verso il terzo, di pagare in favore dell’istituto di credito la somma di Euro 26.521,58, oltre agli interessi su tale importo, le spese della procedura monitoria liquidate in 1.035,00 e altri 286 euro per esborsi, oltre alle successive spese occorrende ed agli accessori per legge dovuti. Dinanzi a tale richiesta, il Consiglio Comunale, in data 1/12/2020 ha deciso di transare la controversia con la Banca Ifis pagando la somma dovuta in due tranche. Una beffa, oltre al danno, per le casse della collettività, atteso che il creditore iniziale, divenuto successivamente debitore, nulla ha corrisposto all’Ente, nonostante le azioni di legge, l’esecuzione mobiliare compresa. Senza alcuna certezza di rientrare dalla somma erogata senza alcun titolo al fortunato destinatario.

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