Scuola, intervista alla dott.ssa Daniela Magno, Dirigente del Polo Scolastico “Illuminati”

Dicembre o Gennaio? In questi giorni si fa un gran parlare su quando e come potrebbero riaprire le scuole, dopo la chiusura a causa della recrudescenza del Covid-19 in Abruzzo tanto da arrivare a chiuderle definitivamente con ordinanza del Governatore della Regione Marco Marsilio.  L’insegnamento si svolge  ancora con la didattica a distanza, salvo alcune classi delle scuole medie e primarie e, non sfugge a nessuno quanto la tecnologia, pur essendo uno strumento di grande aiuto in questi momenti, non assolva al ruolo della finalità della scuola, inteso nel senso più ampio del termine. La scuola, dicono all’unisono insegnanti e psicologi, ha il compito di istruire ma anche di socializzare, mettere a confronto idee e persone, cosa che non può avvenire dietro ad un monitor. A spiegarci qual è lo stato dell’arte della “vita scolastica a distanza” è la dottoressa Daniela Magno, dirigente del Polo Liceale “Luigi Illuminati” di Atri, un istituto che al suo interno comprende diverse discipline che vanno dal Classico alle Scienze Umane, passando per il Linguistico, lo Scientifico  e le Scienze Applicate, con un numero che tocca quasi 1000 studenti provenienti da molti comuni limitrofi.

Dottoressa Magno, com’è iniziato l’anno scolastico e quali sono stati i problemi per via del Covid?

Nel corso del primo mese di scuola abbiamo sperimentato un modello innovativo con ingressi ed uscite differenziati e blocchi orari di 90 minuti, che ci ha permesso di alleggerire la pressione sugli autobus e sull’edificio  stesso. Nonostante le misure adottate,  la gestione del quotidiano si è rivelata fin da subito complessa. Infatti, anche se da un punto di vista meramente quantitativo non si sono registrati molti casi, le classi intere in quarantena per 15 giorni, i docenti assenti per isolamento fiduciario, il ritardo  nelle attività di tracciamento  hanno inficiato la qualità dell’attività didattica.

E adesso siamo pronti a riaprire, e con quali rischi?
Credo che la curva del contagio si stia abbassando anche perché le scuole superiori stanno effettuando la didattica a distanza da circa un mese, il buon senso, quindi, suggerisce di continuare su questa strada fino alle vacanze di Natale.
In questo periodo comunque le scuole sono rimaste aperte e diversi sono i docenti che hanno scelto di effettuare la didattica a distanza  da scuola, nelle aule vuote,  per lanciare agli studenti un significativo messaggio: “Noi siamo qui a presidiare le vostre aule, la vostra scuola, voi non potete esserci, ma la scuola deve rimanere aperta come punto di riferimento per tutto il territorio”.
Anche gli studenti con bisogni speciali hanno potuto usufruire di un percorso scolastico a loro dedicato, creato su misura, nel rispetto delle loro specifiche esigenze. In ogni caso la nostra Scuola ha dimostrato di adempiere in pieno alla sua imprescindibile funzione sociale.

Come vi state organizzando  per il ritorno tra i banchi, visto che c’è anche il tema del trasporto pubblico?

Si sta utilizzando questo periodo per perfezionare gli aspetti organizzativi e logistici e per garantire un rientro il più possibile sereno e sicuro.
Diversi sono stati già gli incontri con i vertici della Tua(Trasporto Unico Abruzzo) e il Sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti.

 

 

 

Come gestirete il rientro dei ragazzi a scuola e in quali termini di sicurezza?

Alla ripresa delle attività  didattiche, si riproporranno almeno per un primo periodo, gli ingressi scaglionati e due giorni di didattica a distanza a settimana per tutte le classi. L’esperienza della didattica a distanza, si sta comunque rivelando positiva e ha consentito ai docenti di mettere in campo tutte quelle competenze digitali che avevano acquisito negli ultimi anni.
Anche il divario digitale è stato superato, la scuola, infatti, ha distribuito circa 40 device agli studenti che ne hanno fatto richiesta; permangono in alcune zone problemi di connessione.

 

Cosa chiede ai suoi studenti dopo questa esperienza, la seconda, dopo quella di Marzo?

Colgo l’occasione per invitare i miei studenti a non sentirsi penalizzati da questa situazione, ma piuttosto a essere orgogliosi di poter fare la loro parte in questo momento difficile per l’intero Paese.
Da cittadini responsabili non chiediamoci: “Perché proprio noi?”, ma interroghiamoci su come possiamo contribuire e  quale possa essere il ruolo di ciascuno per uscire tutti insieme vincenti da questa impegnativa sfida.

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