Al San Liberatore il plasma salva vita dal San Matteo di Pavia in due ore.Grazie alla sinergia tra le Istituzioni

Le immagini che abbiamo visto sull’arrivo del plasma da Pavia al San Liberatore a mezzo di un elicottero dell’Arma, ci impongono una riflessione. Non solo sul ruolo fondamentale dei medici che aspettavano la preziosa risorsa per poter salvare una vita, quella di una paziente la cui sopravvivenza era legata ai tempi in cui il flacone arrivava dalla cittadina lombarda, quanto sulla sinergia messa in atto in poco tempo tra istituzioni locali (il Sindaco) il personale sanitario del presidio ospedaliero di Atri e la Benemerita. Il tutto in poco più di due ore. Una tempistica che la dice lunga su come il Paese reale, quello fatto da  “le sentinelle dello Stato”, ovvero i Sindaci, come li ha chiamati il premier Conte, i coraggiosi e infaticabili camici bianchi  e il personale dell’Arma, abbia risposto con una velocità senza pari. Malgrado i protocolli, le gerarchie e le numerose attività legate ad una azione congiunta delle istituzioni su più fronti e con diverse peculiarità proprie.  Davanti alla vita che era in pericolo, nessuno si è tirato indietro, nemmeno chi, nel suo tranquillo status di pensionato, poteva risparmiarsi una telefonata al fine di rendere ancora più celere la macchina dell’emergenza già allertata. Il fatto di per sè potrebbe sembrare un semplice e doveroso gesto verso una malata di Covid 19, alla quale chi ha il dovere di rispondere lo ha fatto con il più breve tempo possibile. Ma in realtà dietro a questa moltitudine di persone,  con  o senza la divisa addosso, c’è l’Italia che conosciamo: quella di superarsi nei momenti difficili e dare il meglio di sè. La giornata di sabato  è una di quelle che andrebbe stampata nel cuore di ognuno di noi, perchè diventi la bussola del nostro cammino.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: