Atri, intervista al Sindaco Piergiorgio Ferretti. “il San Liberatore in prima linea per fronteggiare l’emergenza. Un grazie a tutti i cittadini per la collaborazione”

Una pandemia dalle dimensioni senza precedenti nella storia del nostro Paese, almeno dal dopoguerra in poi che non lascia al sicuro nessuno, nonostante  gli sforzi dei singoli cittadini e delle strutture sanitarie, stravolte dall’arrivo del virus.” Esordisce così il primo cittadino di Atri, Piergiorgio Ferretti, appena rientrato in ufficio dopo un’altra lunga e intensa giornata nella quale, come ormai avviene da alcuni mesi, è impegnato su più fronti.  Dall’Ospedale San Liberatore nel quale è quotidianamente presente per seguire l’evoluzione della struttura agli uffici comunali per tenersi in contatto con la Polizia Municipale, gli assessori e i dirigenti al fine di far fronte alle esigenze della popolazione. Gli chiedo di spegnere il telefono cellulare ma non può visto che tra messaggi e chiamate ne riceve centinaia, dalla Protezione Civile al Centro Operativo Comunale, sino alla gente comune che lo chiama per qualsiasi esigenza.

Come sta gestendo Sindaco questa pandemia ?

La pandemia in corso è di difficile gestione, e  ha richiesto e richiede a ciascuno di noi uno sforzo importante per poterla contenere e limitare restando a casa. Il distanziamento sociale è la strada giusta per potercela fare e i numeri stanno dando ragione in questa direzione. Anche la nostra comunità ha vissuto casi di positività e lutti e a tutte le famiglie che stanno soffrendo va la mia profonda vicinanza. Intanto il calo di casi positivi che si è registrato ci offre una speranza e anche i nostri ospedali iniziano a respirare un po’.

Qual’è la situazione dell’Ospedale San Liberatore, diventato Covid19?

Questo mostro invisibile ha richiesto alla comunità atriana uno sforzo ulteriore: quello di riconvertire l’ospedale San Liberatore in Covid Hospital, e questo ha comportato le dimissioni di altri pazienti o il loro trasferimento,  nonché l’adattamento della struttura alle nuove esigenze e uno sforzo indescrivibile per tutti gli operatori sanitari che ringrazio per la grande professionalità e lo spirito di abnegazione con la quale stanno gestendo la crisi egregiamente.

Come Amministrazione Comunale ci siamo subito adoperati per venire incontro alle esigenze emerse mettendo a disposizione del personale sanitario proveniente in particolare da fuori provincia o da fuori regione i 27 mini alloggi presenti nel Palazzo Cardinale Cicada, dopo averli adeguatamente sistemati. Dimostrazioni, queste, che Atri è in prima linea per aiutare e sostenere gli enti sovracomunali, dalla Regione alla Protezione Civile, passando per la ASL nella gestione della pandemia.

Quando è scoppiata l’emergenza sanitaria come vi siete mossi in seno all’amministrazione comunale?

Da subito abbiamo cercato di sostenere tutti i nostri concittadini, con l’attivazione del COC(Centro Operativo Comunale ) gestito con grande professionalità da tutto il personale che ringrazio. Una menzione speciale va alle forze dell’ordine, alla Polizia Municipale, ai Carabinieri e alla Polizia di Stato. Abbiamo anche messo a disposizione numerosi servizi grazie alla collaborazione della Protezione Civile, della Croce Rossa e dell’Unitalsi. Desidero ringraziare anche tutta l’Amministrazione comunale che in smart working mi ha supportato in tutti gli aspetti organizzativi e il personale dell’Ente che ha dimostrato, come sempre, grande impegno e professionalità.

Non potendo uscire da casa in molti stanno utilizzando il servizio della spesa alimentare a domicilio. Si aspettava una risposta così tempestiva da parte dei commercianti?

Si è trattato di un gesto di grande solidarietà quello posto in essere dai commercianti, di qualsiasi bene di prima necessità. Un pensiero ricco di gratitudine va a tutti gli esercenti aperti che stanno lavorando, in molti anche offrendo il servizio delle consegne a domicilio, per permettere a tutti di poter restare a casa il più possibile e di avere a disposizione i beni di prima necessità.

E’ vero che ha fatto il tampone?

Si , era doveroso, non solo per la mia salute, ma per rispetto nei confronti dei collaboratori e delle persone che incontro ogni giorno. Ciò non mi esonera dal rispetto del distanziamento sociale e dall’utilizzo della mascherina. Anzi, spero di essere un buon esempio per tutti in fatto di rispetto delle regole che non sono fine a se stesse ma servono per uscire quanto prima da questa condizione.

 

Il suo appello di aiuto economico al San Liberatore ha superato oltre sessantamila euro. Contributi pervenuti dai cittadini di tutto il presidio a cui fa riferimento il nosocomio atriano e da molte aziende a associazioni dei comuni limitrofi. Se l’aspettava?

Ancora una volta il nostro popolo ha dimostrato di essere generoso e ha risposto in modo straordinario. Si è voluto dimostrare quanto sia importante il presidio ospedaliero del territorio, il San Liberatore , al quale sono arrivati oltre ai numerosi contributi in denaro anche gesti di aiuto con l’acquisto di macchinari essenziali per il lavoro del personale medico.

E’ vero che lei ha donato il suo stipendio?

Non è stato solo un gesto a titolo personale, ma di tutta l’amministrazione comunale. Ogni assessore ha fatto la sua parte donando il proprio stipendio del mese di marzo,  e di questo ne  vado  orgoglioso.

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